Mi disciplino al buono. Inediti di Francesca Ruth Brandes

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© Yasuzō Nojima, Nude from rear, 1930

 

Mi disciplino al buono
non quell’attimo aperto
non l’assenza di dolore

piuttosto lo scavare nella terra
campo arato carne arsa
nel fiato ripreso a stento

dammi la mano
mentre scavo
fammi luce con gli occhi

la vedi la vedi tu
quella noce dolente
tra le zolle

Il buono pesa
nel cavo del petto
e riluce.

    ***

 

Instabile
con grande impegno
nell’esercizio della gioia

rigorosa per scelta
nella grazia festiva
sto qui nel benedire
la fibra il tempo
l’occasione
i virtuosi per abilità
i fiori nutriti dal fondo
la lotta agli specchi.

Vorrei rispondere folle
mosca lieve pericolosa
e ballare per sempre
ai quotidiani miracoli

nonnulla di splendore

***


So anche troppo o nulla
dell’essere arborea
fiammante
quasi in silenzio
salvo il ronzio confidente
degli annunci.

Brandelli
in foggia di donna
o incisioni
di una violenza felice
e cura e legatura
degli arbusti e lacci
sostegni di sottobosco.

Poi magica
di un sortilegio affine
alla musica
è la foglia.

***

Febbraio

 

E c’è gioia
nel mio salutarti
gioia perché ti rendo
grazie
per quella mano tesa
al mondo
per gli abbracci
indiscriminati
e la passione.

C’è gioia
nel mio salutarti
ora che sei passato
via
con l’acqua nella terra
con quella libertà furiosa
di passo
tutta la mia gioia
alla tua vita
vermiglia
unica bandiera fiamma
al mio creato
di donna
unico seme della mia
speranza.

Andammo per via
senza toccare
il cuore
di ogni sofferenza data
nessun principio
di passi motivati
e un’ombra di paura
nella nebbia ad est.

Eppure c’è gioia
nella volontà
di esistermi
i pesi nelle tasche
gli orchi in gola
eppure ridevo
se solo mi portavi via
da qui

la durata sta nel fondo

non ti piacevano
le dediche
quindi non ti affido
che amore.

© Francesca Ruth Brandes

***

HPIM1757Francesca Ruth Brandes vive ed opera a Venezia. Saggista e curatrice d’arte, ha scritto e condotto per RadioRai programmi di attualità culturale. Si è spesso occupata di tematiche ebraiche. Ha pubblicato, fra gli altri, per i tipi di Marsilio Itinerari ebraici del Veneto, oltre a testi per il teatro e cataloghi monografici.
Tra le pubblicazioni si possono ricordare: L’altra storia, Eidos, 1995; La casa dei viventi. L’antico Beth Chaim di San Nicolò del Lido, Venezia, Atiesse, 1997; L’ultima farfalla a Terezin, testo teatrale, 1998; Pacovska. Magica Kveta, Padova, 1999; Nagual o del non-visto, Castelfranco Veneto, 2004; La parte per il tutto in Pensare e insegnare Auschwitz, Milano, Franco Angeli, 2004; Canto a più grida (poesie), Venezia, 2005; Piccole benedizioni (poesie), Padova, 2006; Tikkun, Milano, 2008; Virgiliana, Mantova, 2008; Non appena avrò taciuto, Bassano, 2009; Trasporto (poesie), Faloppio (Co), LietoColle, 2009; Slanci urbani, Verona, 2009; Etimologie, Venezia, 2010, L’undicesimo giorno, Faloppio (Co), LietoColle, 2012; Il dono di Ernani, Venezia, 2014.

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