Le cronache della Leda #19: L’Adriana, Nebraska e il meteo

 

parigi - 2010 - museo rodin - foto gm

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Le cronache della Leda #19: L’Adriana, Nebraska e il meteo

L’Adriana non dice mai veramente quello che fa. Non che nasconda qualcosa o che abbia chissà quale segreto, semplicemente non risponde mai alle domande completamente, omette sempre qualcosa, descrive parzialmente. Sembra quasi un retaggio da vecchia educazione, quando davvero ti insegnavano che certe cose non andavano dette. Lei deve averla talmente ben assimilata la lezione da applicarla praticamente a tutto. Io e la Luisa, ma credo anche altri che la conoscono, troviamo questa cosa divertente, ogni tanto ci innervosiamo però. Alcuni esempi di come risponde l’Adriana.

«Cosa hai mangiato? «Un risotto.» «Ma un risotto come?» «Così, un risottino.»
«A che piano abiti?» «Al penultimo.»
«Come stanno i tuoi figli?» «Stanno.»
«Sei andata poi al cinema?» «Siamo usciti di pomeriggio.» «Ma sei andata o no?» «Sono rimasta tanto in giro.»
«Che libro stai leggendo?» «Un romanzo.»

Una volta, eravamo nella sede del partito, avevamo messo su una parete una mappa del paese, in molti si misero a indicare dove stavano le proprie abitazioni. Uno, non ricordo chi, si voltò verso l’Adriana e le chiese dove abitasse. Lei si avvicinò alla mappa e cerchiò col dito una zona che comprendeva un quarto di città e disse: «Qui.»

L’altro giorno è venuto a trovarmi l’avvocato, non veniva da un mesetto circa, ha avuto qualche problema. Non mi ha detto quale, io non glielo domando. Bisogna capirli i ragazzi, certe volte le cose non le sanno dire. In quei momenti mi dimentico che è un mio amico e mi ricordo di essere la madre del suo migliore amico, la differenza sta qui, di colpo mi sento come sua madre, lui non dice, io non chiedo. Mi ha portato il dvd del film Nebraska, l’avevo perso al cinema e lui è stato così carino da regalarmelo. Nei prossimi giorni me lo guardo.

Oggi è piovuto molto, negli ultimi anni in giugno è successo spesso, non mi pare una grossa novità. Così come non mi pare che lo sia il brusco calo delle temperature. Invece, per qualcuno, continua a trattarsi di eventi straordinari. I telegiornali, i siti internet dei quotidiani, i meteorologi, si sono inventati La bomba d’acqua. Con la variante Grandine e la super variante Tromba d’aria. Bombe d’acqua si sono abbattute ovunque. Perché non li chiamano temporali? Acquazzoni? Precipitazioni intense?

Hanno cancellato, con un paio di Tg1, dall’immaginario collettivo, dalla memoria, migliaia di gavettoni di ferragosto, la riviera romagnola, i bagni numerati, i cinema all’aperto, i pedalò, le piadine, la stazione di Rimini e Viale Ceccarini. Non dico che questo sia un bene o un male, dico solo che è così.

Ho telefonato all’Adriana perché mi sono ricordata che lei quest’inverno era andata a vederlo Nebraska. Le ho chiesto com’era, se le fosse piaciuto. «Non a colori.» Ha risposto.

Leda

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© Gianni Montieri

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