in-side stories #2 – Condominio in classe A

biennale architettura 2010 - foto gm

in-side stories #2 – Condominio in classe A

Primo piano interno 8

Le otto, era ora di prepararsi qualcosa per cena. Giorgio, lentamente, si alzò dal divano, la gamba destra gli faceva male più del solito. Forse stava cambiando il tempo. Sorrise a quel pensiero, come se il mutare del clima potesse cambiare qualcosa per lui. Con pioggia e vento sarebbe rimasto comunque lo stesso cinquantenne, in cassa integrazione, che era con l’afa di luglio. Per non parlare di Sonia. Non si faceva sentire da un mese o giù di lì. Ma quanto tempo occorre per riflettere? Per i “Ho bisogno di stare un po’ da sola”? Non c’erano risposte o, se c’erano, lui era troppo pigro per trovarle. Il Mav della rata di aprile del mutuo era sul tavolo della cucina, insieme a quella di gennaio. Quello con le spese straordinarie del condominio doveva averlo buttato via qualche giorno prima. Il condominio dove lui e Sonia avevano scelto di abitare. Classe A, pannelli solari, risparmio energetico. Tutta un’altra vita. La gamba faceva male parecchio. Si avvicinò alla credenza e si pose l’unica domanda che a quel punto aveva davvero senso: «Piselli o fagioli?»

Secondo piano interno 13

Luisa Spinelli era morta da quattro mesi. Un infarto a quarant’anni, dicono che nelle donne sia più raro. Lei era rara, unica, bellissima. Giovanni Anzaghi suo marito, aveva lasciato la casa il giorno dopo i funerali. Aveva preso in affitto un monolocale dall’altra parte della città. L’appartamento era in vendita, non avevano figli. Giovanni non c’era più entrato. La porta della camera da letto era rimasta chiusa. In salotto le fotografie di Luisa erano ovunque. A Giovanni piaceva fotografarla e, anche se  non era mai stato un granché come fotografo, lei nelle foto veniva benissimo. Erano le otto e trenta, di solito a quell’ora si mettevano a cena, poi più tardi andavano al cinema. Altre volte andavano a letto a scopare come due adolescenti, come due che si amano. Non c’era un granello di polvere, anche quella era rimasta fuori come per rispetto. Luigi Bonacini, il dirimpettaio di pianerottolo (interno 11), pensava di comprarlo per investimento, magari l’Anzaghi gli avrebbe fatto un buon prezzo. Mentre stava tornando a casa sentì di nuovo quel rumore di acqua che scorreva, avrebbe giurato che venisse dal 13, ma non poteva essere. Lo stesso rumore che aveva sentito per due anni immaginando Luisa sotto la doccia. Entrò in casa, corse in bagno e, come allora, si masturbò.

Terzo piano  interno 20

 

Centoventi metri quadri, ancora invenduto.

Terzo piano interno 21

 

Apri chat. Francesca Misandri è in linea.

“Ciao Francesca.” Ore 20.32. Visualizzato da Francesca Misandri alle 20.34

«Allora c’è, speriamo che risponda. Ieri sera ho esagerato, ma deve capirmi, lei mi piace tanto, è così fresca, così brillante. Scrive quegli status bellissimi e, mio Dio, quella foto al mare»

“Ci sei? volevo scusarmi ? Ci sei?” ore 20.35. Visualizzato da Francesca Misandri alle 20.37

«Forse è in bagno, magari sta cenando. No, no. Se li ha visti è lì, allora perché non mi risponde? Perché? Deve essersi proprio offesa»

“Francesca, per favore, rispondimi, ti rubo solo un minuto.” ore 20.41. Visualizzato da Francesca Misandri alle 20.42. Anche Francesca Misandri ha commentato la foto di Lucilla Trescore.

«Rispondimi, allora sei proprio una stronza, ma mica ce l’hai solo te. Guarda è on-line la troia ora ha condiviso anche un video. Rispondimi, cazzo.»

“Hey Francesca, se puoi rispondi, per favore. In fondo cosa ho detto? Dire che hai due tette della madonna è soltanto un complimento. Ok, forse non avrei dovuto dirti che cosa ci farei con le tue tette. Ti chiedo perdono, è che mi piaci tanto, e ho perso la testa. Sei bellissima. Ti prego rispondi, rispondi…” Ore 20.50. Visualizzato da Francesca Misandri alle ore 20.51.

«Puttana, lurida troia schifosa rispondi, rispondi.»

«Alberto, vieni che comincia la fiction?» «Arrivo tesoro».

«Merda, merda. Cazzo adesso quella mi risponde e non mi trova.»

“Ciao, adesso devo andare, ci sentiamo più tardi, va bene?” Ore 21.02. Visualizzato da Francesca Misandri alle ore 21.02.

Ore 23.30, apri chat: Francesca Misandri è offline. «Puttana, puttana.»

Quarto piano interno 28

Bruno Tagliamonti era appena tornato a casa. Lasciò la valigetta in ingresso ed entro in salotto. “Margherita, Marghe”, chiamò la sua compagna.  Nessuna risposta. “Marghe tesoro, sei in bagno? Ho prenotato per le nove e mezza”. Si diresse verso il bagno e lo trovò vuoto. “Marghe?” andò verso la camera da letto “Tesoooro”. In camera il letto era completamente rifatto. I comodini dal lato di Margherita erano aperti. Si voltò versò l’armadio, le ante spalancate. Il lato degli abiti di Margherita vuoto. “Margheeeeeeee, dove sei?” urlò più a se stesso che a qualcuno che avrebbe dovuto trovarsi in casa. Corse nella stanza ripostiglio, aprì la scarpiera di destra: vuota. Tornò in ingresso, mancavano le borse. Fece venti volte avanti e indietro, mancava tutto. Se ne era andata. Si diresse verso la cucina, accese la luce. Notò un biglietto sul tavolo: “Mio amatissimo Bruno, non è colpa tua. Sono io che non funziono, ci ho provato, ho pensato che mi sarei innamorata di te. Ho creduto che il tuo amore assoluto mi avrebbe calmata. Non ce l’ho fatta. Non era questa la vita che volevo.” Bruno si prese la testa fra le mani e scoppiò a piangere. «Avrei dovuto accontentarla.» Pensò «Avrei dovuto ristrutturare il casolare, invece di fissarmi con la classe A di questo condominio del cazzo.» Si diresse verso lo studio, ancora sconvolto. Accese il computer, doveva controllare il saldo del conto corrente.

 Gianni Montieri

Nota: questo racconto è dedicato a Luigi Bernardi che ringrazio per “Senza Luce” e perché sa che i condomini non sono fatti soltanto di case.

****************************

 

 

 

 

 

**************************

Questa sera di Luca Carboni (album E intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film 1984)

E lui la va a prendere
… la sera
la prende
… per portarla a ballare
Lui, lo sguardo un po’ duro, un po’ dolce
ha la camicia che ha spianato a Natale
lei vent’anni negli occhi
un bel colore negli occhi
ma niente di speciale

Che questa sera
è una sera normale
se ne accorge perché torna come sempre da solo
poi da solo mette in tavola il pane
apre il frigo e comincia a mangiare
nel silenzio sente un bimbo che piange
sta finendo anche il telegiornale

E questa sera è come tutte le sere
l’ascensore è bloccato
chi sta facendo la doccia
qualcuno torna a casa dopo avere rubato
chi domattina va a caccia
mia madre è lì che ride
e non si ferma mai
adesso lava i piatti…
adesso lava i piatti…
adesso…

Io le telefono
…stasera
le telefono
…per farla innamorare

Le dico
stasera come sei bella stasera
sei così bella che ti voglio sposare
lei ascolta in silenzio
io capisco in silenzio
che non c’è niente da fare…
niente da fare…

*****

Ascolta il brano

12 comments

  1. Complimenti, Gianni.
    Ho aspettato tutt’oggi prima di lasciarti un segno del mio passaggio, volevo scriverti qualcosa di bello per dirti quanto mi fosse piaciuto leggerti, ma poi ho capito che meriti un silenzio che contenga le sensazioni e che non le lasci sfuggire. Aspetto un altro in-side, entusiasta.
    Grazie.
    c.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...