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Flashback 135 – L’appartamento
Continua a leggere: Flashback 135 – L’appartamento16 Ci sono notti in cui mi sveglio, lasciando a metà il sogno. In quel momento avverto la sensazione di trovarmi altrove. Ieri, con gli occhi ancora chiusi, pensavo di essere nell’appartamento di Torino. Immaginavo la disposizione del letto, la finestra e la luce che avrei rivisto aprendo gli occhi. Dura sempre pochi istanti. Girandomi…
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Anna Toscano – my camera journal 12
Continua a leggere: Anna Toscano – my camera journal 12Penso al rumore delle città che ho attraversato, che ho camminato, al loro suono, alla loro melodia. Non vi è una città uguale all’altra per l’udito. Ma la domenica, verso metà o fine pomeriggio, ciò che senti è simile in molte città: stoviglie che si impilano, televisioni che cambiano canale, lavatrici in centrifuga, qualche chiodo…
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Flashback 135 – Catalimita
Continua a leggere: Flashback 135 – Catalimita15 Arrivato nella parte alta di Catalimita, guardando i ruderi e le case abbandonate sulla destra, ti accorgi che non esistono altre tracce di vita. Continuo per qualche minuto a piedi, in discesa e con un forte vento sulla faccia, fino ad arrivare a una strada smottata. Lì alcune reti e due cartelli avvisano dell’imminente…
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Un piccolo colpo leggero
Continua a leggere: Un piccolo colpo leggeroIl brano che segue è stato concepito come monologo per l’edizione 2012 del ciclo La Confessione, ideato e diretto dal regista Walter Manfrè. Il ciclo prevedeva venti brevi monologhi, recitati da dieci uomini e dieci donne di fronte a un pubblico di altrettanti “confessori” di sesso opposto. Il testo, con minime variazioni, è andato in scena al…
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Anna Toscano – my camera journal 11
Continua a leggere: Anna Toscano – my camera journal 11Non è che io sia dispettoso per essere dispettoso, dispettoso a caso, a vanvera. Sono dispettoso a proposito, ci penso, ecco. E non è facile, ve l’assicuro, essere dispettoso con una certa cognizione di causa, perché faccio parte delle fantasie di molti di voi, delle storie di un sacco di tradizioni, arrivo dalle più ancestrali…
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Paolo Triulzi – Kerouac, Campana e l’arte della fuga (Le Liane #2)
Continua a leggere: Paolo Triulzi – Kerouac, Campana e l’arte della fuga (Le Liane #2)Kerouac, Campana e l’arte della fuga, di P. Triulzi (a Paolo Cabrini) I Canti orfici li ho letti in due stanze di ospedale; On the road inchiodato al tavolino di un bar, durante una vacanza al mare semiclaustrofobica. Libri di viaggio entrambi, assaporati nell’immobilità. On the road, racconto di modalità di spostamento e di vita,…
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Anna Toscano – my camera journal 10
Continua a leggere: Anna Toscano – my camera journal 10Dove vivono le anime dei protagonisti delle grandi opere, le anime di quei personaggi di carta che virano sul palco tutta la loro umanità, le loro nefandezze e bassezze, i gesti eroici, gli amori impossibili, i delitti inconfessabili. Dove vivono? Di certo non con i cantanti che li hanno interpretati. E nemmeno tra pagine e…
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Flashback 135 – Respiro
Continua a leggere: Flashback 135 – Respiro14 Attendere il verde e attraversare il ponte, guardando il livello del mare e cercando di distinguere gli odori; depuratore oppure fiori, in base a come il vento incide l’aria. Sentire dei suoni lontani diventare voce, nella fretta di chi mette un piede dentro l’acqua e subito ritorna fuori, sputato dai pesci e dalle onde.…
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Anna Toscano – my camera journal 9
Continua a leggere: Anna Toscano – my camera journal 9Ce ne sono un centinaio in tutto il mondo, a Venezia due, una delle quali mi è molto cara. Qui a San Paolo mi ci sono subito imbattuta, e di certo non sono una persona che entra in tutte le chiese che incontra. Ero ancora scossa dalla Maria lettrice di Montevideo da non aver spazio…
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Carmen Gallo – Quella gente non è vostra
Continua a leggere: Carmen Gallo – Quella gente non è vostraQualche settimana fa ero in seduta di laurea a Napoli. A Napoli viene a studiare un sacco di gente dalla provincia, ma anche dalla Basilicata, dalla Calabria, dalla Puglia. Ho visto le facce dei genitori dei ragazzi che si laureavano. Gente che aveva scritto nel colore scuro della pelle, nell’insofferenza al colletto della camicia, nell’abito…