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Marco Ercolani, da “Nel fermo centro di polvere”
Continua a leggere: Marco Ercolani, da “Nel fermo centro di polvere”Lei tace, tu abbandoni le braccia. Torna segreto, il sole. Lettere ancora bianche, mai scritte, mai perdute. Aprono i cancelli. Ma del vento nessuna traccia. Soffierà, forse. In cima alle pietre. Buio agli occhi. Vertigine. Naufraghi sul tavolo. Torre alta. Parto da qui. Il bianco che le onde lasciano alla notte è schiuma…
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Sonia Giovannetti, Dalla parte del tempo
Continua a leggere: Sonia Giovannetti, Dalla parte del tempoSonia Giovannetti, Dalla parte del tempo, Genesi Editrice, Torino 2018 Dalla parte del tempo di Sonia Giovannetti è un libro animato da “poesia e verità” nel senso goethiano dell’abbinamento, ché stare dalla parte del tempo è innanzitutto riconoscersi umani, precari e limitati per definizione. I perennemente assetati di bello e vero, tuttavia, sono i…
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Francesco Indrigo, da “Nissun di nun/Nessuno di noi”
Continua a leggere: Francesco Indrigo, da “Nissun di nun/Nessuno di noi”La pasiensa da la puisìa Coma no vê dôl cuant ch’a ven scjassàda, strassinada ta li’ plazis, preàda, lustràda e laudàda dai ciantors da li’ rimis. Opùr tignùda in cont, travuardada da ociàdis ordenaris in aulis rimessadis. E po sglinghinaments di bussùtis e incens sparnisàt. Passàda tal tamès da capelans studiàts o vint savoltant segnàt…
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Marco Ercolani, Nel fermo centro di polvere (rec. di D. Capello)
Continua a leggere: Marco Ercolani, Nel fermo centro di polvere (rec. di D. Capello)Marco Ercolani, Nel fermo centro di polvere, Il Leggio, 2018 È il libro di un poeta che da sempre conosce il senso della vertigine, del doppio movimento, imprendibile, delle cose e della lingua che le nomina. La parola di Marco Ercolani è qui scagliata, scagliata fuori dal suo stesso fluire ritmico, dopo essere stata a…
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Antonella Palermo, da “La città bucata”
Continua a leggere: Antonella Palermo, da “La città bucata”La città sdogana all’alba le sue tangenziali. Ne imbocco una a caso per passare sopra ai nostri malintesi, in fretta. La pelle gonfia dei muri sfarina i divisori. Battagliare a ferri scoperti, con l’anima a vista. Cadi tu, troppo sporgente. Io sono il cuore mordente con l’intonaco marcio in queste mani.
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Guglielmo Aprile, Il talento dell’equilibrista
Continua a leggere: Guglielmo Aprile, Il talento dell’equilibristaGuglielmo Aprile, Il talento dell’equilibrista, Giuliano Ladolfi Editore 2018 Il poeta equilibrista, funambolo sulla corda del disincanto, corda tesa consapevolmente oltre ogni immaginabile delimitazione, è sospeso, solo e a ‘ciglio asciutto’. Senza rete sulla pista del circo, sotto il tendone che chiamiamo mondo, rischia di schiantarsi nel vuoto delle etichette. Guglielmo Aprile corre questo…
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PoEstate Silva #51: Emilio Pagano, EX HALOS
Continua a leggere: PoEstate Silva #51: Emilio Pagano, EX HALOS– EX HALOS – liriche sul tema dell’Odissea (2018) AVERNO Oh Euriloco… da qui, quanto più struggente e lontana, mi pare ora Itaca! Hai occhi? Luce più dentro per volgerli al mio desiderio? Poiché sempre, io resto ciò che potrò essere. Che di limiti una condanna mi ha privato. Ma io ho dentro qualcosa che…
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PoEstate Silva #49: Reiner Kunze, gioventù viennese prima del concerto
Continua a leggere: PoEstate Silva #49: Reiner Kunze, gioventù viennese prima del concertoGIOVENTÙ VIENNESE PRIMA DEL CONCERTO Sul podio dormono i contrabbassi, pingui burattini, i fili al di sopra del ventre, e le tavole del palcoscenico sotto le sedie dei fiati sono ancora nauseate dall’ultima volta Ma loro, figlie e figli della loro città, tengono i posti più convenienti tra quelli più a buon mercato già…
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PoEstate Silva #48: Salvatore Contessini, da “La cruna”
Continua a leggere: PoEstate Silva #48: Salvatore Contessini, da “La cruna”PUNCTUM Sono nel dove ignoto di un deserto intorno un orizzonte senza emergenze verticali. Un centro occulto di sentenza in un silenzio vuoto di vento che cerca padiglioni per l’ascolto. Il tempo di stagione terminale volge alla fine, al cambio scena lo segna luce che si allunga e ombra che ritira egemonia. PERCEZIONE…
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PoEstate Silva #44: Giuseppe Samperi, da “L’ora mora del giorno”
Continua a leggere: PoEstate Silva #44: Giuseppe Samperi, da “L’ora mora del giorno”Siamo come questi nostri scritti, illimitati e finibili dentro alla rete e fuori sito appena il file si oscura, entra il soffio che ci cancella e smagnetizza il nome una folata. Alcuni la chiamano morte ma in sorte non l’ho avuta. Scrivo e sorrido in punta di fune (noi infiniti solo nell’altro che crediamo…