Tag: Antonella Taravella

  • N a i l s

    Riga il muscolo, questa notte vergognosa la pietra s’innesta nel chiodo rosso, intriso canta la vena, ingrossata, poi  dalla parola il lutto si tinge e diventa inabitato, povero sentendo il dorso sonnolento, sulle labbra gelide di non credo, quando a mani tese prendo il legno e i suoi dolori, tesi e batto con il credo…

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  • Tempo[rali]

    Devo riprendermi dagli occhi affondati, teneri e profondi dentro le tue mani allo zenit quando il sole manca di luce propria in_fiamme indissolubili fra le reti insonni della tua gola pronunciando temporali, scomposti.

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  • D’ogni Esangue Parola

    Esangue al cospetto del sole mentre affissi alle pupille steli di rose andate a male mentre le labbra curvano verso il pianto e la preghiera verso l’ombra e i rami morti e quando poi ci si chiede cosa sia l’amore rispondersi che è groviglio dispersione d’anime ricciolo d’api da baciare sulle punte per poi rimanere…

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  • Si specchiano gl’inverni

    Guardami affissa in rami di spezie freddi gl’inverni sugli occhi ogni parola mi nevica dentro in cava scavata dalle tue labbra che strusciano lente i feroci silenzi E ferma l’appiglio si mostra biancosporco sodo sotto i piedi infilati a chiodo e quando l’aria ritorna a fischiare tu mi rivolti i guanti baciando il polso ritratto…

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  • Contusione [Sylvia Plath]

    Colore inonda la macchia, porpora cupo. Tutto slavato è il resto del corpo, ha colore di perla. In un anfratto di rupe risucchia il mare ossessivamente, un solo vuoto è perno di tutto il mare. Non più grande che una mosca il marchio funesto striscia già per il muro. Il cuore si chiude, il mare…

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  • Il tempo delle fragole

    è questo il tempo delle fragole d’ombre cupe a saccheggiarti di parole di vimini intrecciati come lingue accese di fianchi umidi e danze acerbe voragini di seta di fiati uninsoni calde parole infilate fra le ciglia e quando il tramonto si fa largo con la bocca piena di stelle tu mi accarezzi il ventre ed…

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  • B u r n e d

    © photos by sebastiano adernò Certe parole sotto,hanno il bruciore del dolore scritte  di fianco al torbido buio d’occhi cavi roghi a ritroso di fiati, tutto trema al vento destinato cumuli per andare, nel tempo che non trova remora tutto stantio come l’odore che disegna narici dipinge nero le dita, come impronta e la parola…

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  • Il vento fa il suo giro

    “Il vento fa il suo giro” arrabbiato e stordente sulla punta delle parole che albeggiano sui costoni rocciosi di certe notti arrangiate male, stonate. Mentre ripeto nella mia stanza che il tuo nome non ha fessure nel quale infilare le dita e stringerlo nel palmo mentre nasceva in volo. Ed il silenzio si sveglia in…

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  • Con le mie palpebre vorrei proteggere

    Con le mie palpebre vorrei proteggere la mandorla nella mano ma il tuo occhio deve errare nella notte in esilio per toccare oggi che sei nato il seno domani le labbra di quella donna in grado di svelarti col bacio il segreto che nel parto gridiamo madre e figlio quel richiamo nel ramo proprio ora…

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  • Il gusto del parlare

      con l’intervento di Antonella Taravella e la partecipazione straordinaria di Beppe Costa

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