N a i l s

Riga il muscolo, questa notte vergognosa
la pietra s’innesta nel chiodo rosso, intriso
canta la vena, ingrossata, poi  dalla parola
il lutto si tinge e diventa inabitato, povero
sentendo il dorso sonnolento, sulle labbra
gelide di non credo, quando a mani tese
prendo il legno e i suoi dolori, tesi
e batto con il credo di un suono rossastro
i pensieri in fila, come chiodi infermi

© photos by Sebastiano Adernò

7 comments

  1. Davvero una stupenda e suggestiva carrellata di visioni sinestesiche che rendono l’idea. Non mi è chiaro di cosa, ma rendono l’idea. E forse queste sono le uniche parole per sentirla senza coglierla ancora.
    C’è sempre molto corpo nelle tue poesie, Morphy ( :) ) e una leggera patina dark che non sfocia mai nella patologia.

    Questa è davvero la poesia migliore tra quelle tue che ho letto in quanto a potenza di parola-corpo-fatto-imppressione (ma potrei sbagliarmi, perché non le ho lette tutte).

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  2. … chiodi, lutti, il “legno e i suoi dolori”… le tue parole richiamano immagini di una crocifissione.
    Immagini crude e potenti, come dice Gino.
    Un testo davvero bello
    stefania

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  3. potente e suggestiva, di grande impatto… c’è una grande forza in quel credo-non credo, la capacità di muoversi e battersi per i propri pensieri…

    un caro saluto.

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