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Cinque pezzi facili: racconti
Continua a leggere: Cinque pezzi facili: raccontidi Gianluca Wayne Palazzo Cinque cose, cinque opere, cinque pezzi. I più importanti, per qualche motivo, per me, senza criterio, senza ordine, senza obiettivo e senza pensarci troppo. I miei cinque pezzi facili per cinque minuti di lettura. Ernest Hemingway: I quarantonove racconti La prima volta fu una selezione di una sola decina, al liceo,…
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I poeti della domenica #120: Yosano Akiko, ‘Ho avvertito, chissà perché’
Continua a leggere: I poeti della domenica #120: Yosano Akiko, ‘Ho avvertito, chissà perché’Ho avvertito. chissà perché che tu m’aspettavi e sono uscita – La notte improvvisa sbucò la luna su campi fioriti. * Nani-to-naku Kimi ni mataruru Kokochi shite Ideshi hana no noo Yūzukuyo kana * Yosano Akiko, da Midaregami. Traduzione di Mario Riccò da Il muschio e la rugiada, antologia di poesia giapponese, BUR 1996.
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I poeti della domenica #119: Yosano Akiko, ‘Se qui adesso’
Continua a leggere: I poeti della domenica #119: Yosano Akiko, ‘Se qui adesso’Se qui adesso ripenso al percorso della mia passione – somigliavo a un cieco senza paura del buio. * Ima koko ni Kaerimi sureba Waga nasake Yami o osorenu Meshii ni nitari * Yosano Akiko, da Midaregami. Traduzione di Mario Riccò da Il muschio e la rugiada, antologia di poesia giapponese, BUR 1996.
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‘3 dicembre’ di Vittorio Sereni
Continua a leggere: ‘3 dicembre’ di Vittorio SereniUna lettura ingenua (e compilativa) di 3 dicembre di Vittorio Sereni 3 dicembre All’ultimo tumulto dei binari hai la tua pace, dove la città in un volo di ponti e di viali si getta alla campagna e chi passa non sa di te come tu non sai degli echi delle cacce che ti sfiorano. Pace…
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proSabato: Giovanni Testori, da Il Fabbricone #55
Continua a leggere: proSabato: Giovanni Testori, da Il Fabbricone #5555 Ormai l’ombra aveva vinto anche gli ultimi bagliori del tramonto e scivolando dal cielo s’era insediata, fonda e segreta, dappertutto. Il Carlo sollevò la bicicletta dalla siepe. Poi, fedele alla promessa di lasciarsi lì dove nessuno avrebbe potuto vederli, s’avvicinò alla Rina. “Allora a domani”, disse. “Qui. Alla stessa ora.” …
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La botte piccola #9: Rudyard Kipling, Come nacque la paura
Continua a leggere: La botte piccola #9: Rudyard Kipling, Come nacque la pauraLa botte piccola contiene il vino buono, e questo non è, come si può pensare, un malcelato sfottò di consolazione: l’accoglienza costringe ogni minima particola di vino a venire prima o poi a contatto con le note del legno. Il racconto, la meno diluita delle forme, impone a se stesso la medesima procedura. Ci sono…
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10 frasi su C. Simic e J. Cornell
Continua a leggere: 10 frasi su C. Simic e J. Cornelldi Luciano Mazziotta Su Il cacciatore di immagini. L’arte di Joseph Cornell di Charles Simic (Adelphi 1992; trad. di A. Cattaneo) I. A Venezia, al Palazzo Vernier dei Leoni, leggevamo cos’è che Peggy scriveva di Pegeen Guggenheim, la figlia morta suicida nel ’67: “Per me era come una madre, un’amante”. Mai che scrivesse MIA FIGLIA. Pegeen dipinge donne…
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Mors tua, Matilde Serao
Continua a leggere: Mors tua, Matilde SeraoNella notte smorente, era tramontato l’arco tagliente di una fredda luce lattea della luna: il gran cielo di Roma che si curvava sulle larghe vie venienti dalla stazione, sulle terme di Diocleziano, sui piccoli giardini roridi di rugiada, sulla fontana cantante dell’Esedra, dai nudi, neri, lucidi corpi muliebri, sulle pietre di Roma, che l’umidità di…
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I poeti della domenica #111: Andrea Zanzotto, “Silvia, Silvia…”
Continua a leggere: I poeti della domenica #111: Andrea Zanzotto, “Silvia, Silvia…”Notte del 20-21 marzo 2001 equinozio di primavera Silvia, Silvia là sul confine quasi aspra, quasi imperterrita, sentendo nel primo farsi della giovinezza autodisfarsi il tuo corpo, che non è corpo, che non è luogo, che non è stasi, ridominio ma collocazione di stoico muto furore . muta,…
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Jolanda Insana, Non è per vanto
Continua a leggere: Jolanda Insana, Non è per vantoNon è per vanto 1 tu di là io di qua dopo questa rifottitura senza rinfrescamento a leggere in un orto di carte con desfortuna lèvati e non fare il lumacone che sbava 2 dopo i quarantatré malanni c’imbarchiamo senza gallette su gusci spicchi per mari spacchi restano a terra i ladri accarezzati (leccarsi…