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Pedro Lemebel, Parlami d’amore
Continua a leggere: Pedro Lemebel, Parlami d’amorePedro Lemebel, Parlami d’amore, Marcos y Marcos, 2016 (trad. it. di Matteo Lefèvre); € 12,00 di Martina Mantovan Parlare di Pedro Lemebel significa parlare d’amore. Significa innamorarsi di lui, della sua storia, del suo sguardo diretto e tagliente, della musica della sua voce e di quella di tutti gli altri di cui fu cantore. Perché Pedro…
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proSabato: Aldo Palazzeschi, Giulietta e Romeo
Continua a leggere: proSabato: Aldo Palazzeschi, Giulietta e RomeoGiulietta e Romeo La contemplazione del cielo adriatico mi fa pensare ai quadri di De Pisis. Nessun pittore ha sentito quanto lui il cielo, anche negli antichi spesso ti accorgi che il cielo rappresentò l’ultima preoccupazione dell’artista, l’ultima mano, una formalità dell’ultimo momento, quando non divenne una facile espressione retorica. In un quadro di…
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Gli undici addii #7: Vacanze di Natale
Continua a leggere: Gli undici addii #7: Vacanze di NataleGiulio era morto di stanchezza, tanto per incominciare, e su questo punto non c’era dubbio possibile. Il primo ciclo di mesi fino alle vacanze era stato massacrante, ma percorreva lo stesso il marciapiede a passo svelto, cercando di anticipare la campanella del mattino, perché sapeva cosa poteva accadere se la sua terza G rimaneva scoperta…
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I me medesimi n. 25: Antonio Cerantola
Continua a leggere: I me medesimi n. 25: Antonio CerantolaSi presenta elegante, per uno che dorme al parco Sempione. Con quel maglioncino da donna nero indossato al rovescio sul petto nudo. Oggi dev’essere passato da qualche bagno perché è tutto bello pettinato e sbarbato. Non lo vedi arrivare perché non è uno di quelli che si trascinano da un cestino a un altro.…
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proSabato: Sandro Penna, Un piccolo fatto di cronaca
Continua a leggere: proSabato: Sandro Penna, Un piccolo fatto di cronacaUn piccolo fatto di cronaca …..Un giorno X, dopo aver vagato tutto il pomeriggio in città, si ritrovò, all’imbrunire, quasi in campagna, là dove le case sono ormai sparse e finiscono le corse degli autobus. …..Quando fu la sera, ancora in quel punto della periferia, e trovandosi casualmente in compagnia di Y, egli fu fermato…
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I me medesimi n. 24: Serpenta
Continua a leggere: I me medesimi n. 24: SerpentaPoverina, dice il collega, quello intelligente: è prigioniera. Di chi? Chiedono le altre, quelle che la chiamano bradipa o sfinge: quelle stronze. Di se stessa, risponde l’intelligente, guardatela: sembra il dipinto sul proprio sarcofago, avete presente? Certo che anche lui, deve sempre fare l’intelligentone per ‘sti due libri che ha letto. L’ha detta giusta la…
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Simone Ghelli, Sensible Soccer
Continua a leggere: Simone Ghelli, Sensible SoccerSimone Ghelli, Sensible Soccer Quando cominciai a entrare nel giro degli help desk, alcuni anni fa, la mia postazione di lavoro constava soltanto di una scrivania con il telefono e un computer fisso, dove tra una chiamata e l’altra passavo il tempo a cercare di vincere il campionato di Sensible Soccer con un simulatore che…
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proSabato: Anna Banti, Un sogno
Continua a leggere: proSabato: Anna Banti, Un sognoUn sogno Attraverso le persiane chiuse il mare arriva con una brezza leggera e, smorzando le fiamme mattutine del sole d’agosto, si china a lambire, sul pavimento, le lame dei riflessi. Nell’aria pulita della cameretta quella brezza batte sulle mura bianche e rimbalza al soffitto, sollevando invisibili riccioli che s’impennano e ricadono a risucchio silenzioso…
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Gianluca Wayne Palazzo, “Gli undici addii” #6: Consiglio di classe
Continua a leggere: Gianluca Wayne Palazzo, “Gli undici addii” #6: Consiglio di classeQuel solito brusio di penne scivolate sul bancone della sala professori, i fogli ciancicati e le agende, le fotocopie fruscianti e l’ordine del giorno, il registro rosso dalla copertina ruvida per il verbale, sotto la faccia di uno scorato professore di musica, la plastica beige dei bicchierini di caffè della macchinetta, e poi un foulard,…
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I me medesimi n. 23: Vittorio
Continua a leggere: I me medesimi n. 23: VittorioLa mano sulla testa l’aveva appena sentita che già, la testa, gliela avevano messa sotto. Nel cesso. Nel cesso del pub. Dalla sorpresa Vittorio non aveva fatto in tempo a contrarre i muscoli della schiena per resistere. Fottuti cessi senza chiave che ci entra chi vuole. Poi quelli dovevano essere almeno in due. Sicuramente. Quando,…