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proSabato: Étienne de La Boétie, da “Discorso sulla servitù volontaria”
Continua a leggere: proSabato: Étienne de La Boétie, da “Discorso sulla servitù volontaria”Prima di tutto credo sia fuori dubbio che se vivessimo secondo i diritti che la natura ci ha dato e conformemente ai suoi insegnamenti, saremmo naturalmente sottomessi ai nostri genitori, soggetti alla ragione, e servi di nessuno. Dell’obbedienza che, senza altra spinta che non sia quella naturale, ciascuno deve al proprio padre e alla propria…
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proSabato: Luigi Cecchi, Slice
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, SliceSLICE Zia Gruntezia mise le mani avanti pre-annunciando che l’allosauro non era ancora cotto, e che la cena sarebbe stata pronta in ritardo. Hugga conficcò il bastone nella sabbia, controllò l’ombra e si spazientì, perché aveva un appuntamento con gli amici a bastone-mezzi, e non gli piaceva arrivare tardi. A Zonfa, che sperava di…
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proSabato: Luigi Cecchi, Scorched
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, ScorchedScorched 1 Ti stai cucinando dei maccheroni all’amatriciana. Hai appena spento il fuoco sotto la pasta, e nel frattempo ti sei premurato di grattugiare un po’ di pecorino. Stai per scolare la pasta, quando un’esplosione, simile a quella di un petardo di Capodanno, ti fa letteralmente saltare in aria. Proveniva dal cortile, proprio davanti…
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proSabato: Simone Weil, L’Iliade poema della forza
Continua a leggere: proSabato: Simone Weil, L’Iliade poema della forzaQuando si è dovuta distruggere ogni aspirazione di vita in se stessi, per rispettare in altri la vita è necessario uno sforzo di generosità da spezzare il cuore. Fra i guerrieri di Omero non è lecito supporne alcuno capace di un tale sforzo, se non forse colui che in certo modo si trova al centro…
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proSabato: Luigi Cecchi, Precious
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, PreciousPRECIOUS «Capisci cosa significa “prezioso”?», domandò Cutter, appoggiando la crapa pelata al soffice sedile della limousine. Raffaele non rispose, perché temeva che ogni interruzione avrebbe potuto innervosire il capo, e non era bene innervosire il capo, soprattutto quando ci si trova in ginocchio e con una pistola puntata alla tempia. Ernesto Ferro (anche se probabilmente…
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proSabato: Luigi Cecchi, Long
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, LongLONG Quando la consapevolezza che sarebbe morto lo avvolse, il maggiore Sheldon McKelly si scoprì stranamente rilassato. Smise di nuotare affannosamente tra gli schermi olografici, ignorò gli allarmi e le spie luminose, smise di preoccuparsi per la voce del computer che con calma innaturale lo aggiornava sulla cascata continua di errori di calcolo. Fece un…
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proSabato: Luigi Cecchi, XX secolo
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, XX secoloXX Secolo «Mi ricordo che quando avevo la tua età, – esordì la nonna mentre infilava il guanto da forno sulle dita maltrattate dall’artrosi – c’era un ragazzo al quale piacevo tanto. Si chiamava Adolfo, ed era tedesco… proprio come… come quello tedesco.» «Hitler?» Suggerì l’ingegner Pozzuoli. «Esatto! Esatto! Willer! Willer.» Ripeté la nonna…
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proSabato: Luigi Cecchi, Screech
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, ScreechSCREECH Massimo riprese coscienza prima di Elena, e prima ancora di aprire gli occhi tossì liberandosi del grumo di sangue che gli si era formato in gola. La cintura gli aveva salvato la vita, anche se forse qualche costola aveva risentito dello strattone, almeno a giudicare dal dolore terribile che provava ogni volta…
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proSabato: Luigi Cecchi, Found
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, FoundFOUND «Non correre per le scale che ti fai male!» Gli urlò appresso la mamma, mentre Robertino saliva le scale saltando i gradini due a due. Si fiondò in camera e cercò freneticamente una penna, un foglio e le tic-tac alla ciliegia (che lo aiutavano a stare concentrato). Era sporco di terriccio, sudato e…
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proSabato: Luigi Cecchi, Crooked
Continua a leggere: proSabato: Luigi Cecchi, CrookedCrooked Il suo vero nome era Erto-rikuban-inussiadolon, ma tutti lo conoscevano come “crooked”. Si trattava di uno spiritello molto antico, di quelli che avevano schiuso gli occhi quando le stelle erano lontane dalle loro posizioni attuali, e nessun essere umano aveva ancora giocato a unirle formando costellazioni. Crooked aveva respirato l’aria povera di ossigeno…