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Giovanni Fierro, Gorizia on/off (V parte)
Continua a leggere: Giovanni Fierro, Gorizia on/off (V parte)Giovanni Fierro, Gorizia on/off (V parte) [ai seguenti link potete leggere le parti precedenti: Gorizia on/off I parte Gorizia on/off II parte Gorizia on/off III parte Gorizia on/off IV parte ] (#41) Via Michelstaedter è una strada che fa il suo giro è una curva senza rettorica né persuasione, è l’attesa di uno sparo, nel suo…
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I poeti della domenica #210: Alessandro Brusa, da “Nel nome del figlio”
Continua a leggere: I poeti della domenica #210: Alessandro Brusa, da “Nel nome del figlio”Di questa nascita . riempio il tempo . che io solo conosco e incammino sulle tue incertezze quell’andare disperso . per il mondo in un pensiero che resta sulla carne . di punizione precoce . siamo istanti cui non compete verità : per la morte che temi, se di questo…
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I poeti della domenica #209: Maurizio Brusa, Grammatica del silenzio
Continua a leggere: I poeti della domenica #209: Maurizio Brusa, Grammatica del silenzioGRAMMATICA DEL SILENZIO Mi consumo al gioco sprecato assorbito dal lume. * Voglio sapere in che modo questa realtà mi guasta: ci vuole altro che il tessuto invadente del mio torpore. * Ho ricevuto liquidi in cambio dove non c’era la passione e mi sentivo magro dove non c’era un sussulto che ti piegasse…
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Giorgio Ghiotti, La città che ti abita (di I. Grasso)
Continua a leggere: Giorgio Ghiotti, La città che ti abita (di I. Grasso)Giorgio Ghiotti, La città che ti abita, Empirìa, 2017 di Ilaria Grasso Mentre in America esce il nuovo libro di George Saunders, Lincoln nel bardo, penso ai poeti e agli scrittori di casa nostra. Mi domando se si siano mai interrogati su questo stato della mente in cui la coscienza viene separata dal corpo e leggendo la…
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Guido De Simone, Come i fuochi di settembre
Continua a leggere: Guido De Simone, Come i fuochi di settembreGuido De Simone, Come i fuochi di settembre, tre poesie Mi nasconda la notte e il dolce vento. Da casa mia cacciato e a te venuto mio romantico antico fiume lento. Sandro Penna, Mi nasconda la notte e il dolce vento, 1939 1 Verrà il giorno che non parleremo e avrai la pelle fredda…
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Gianni Montieri, poesie da Versodove n. 19
Continua a leggere: Gianni Montieri, poesie da Versodove n. 19Le giacche dove si consumano i vecchi mi hai detto, guardavamo un video del professor Raimondi che con frasi perfette a braccio a mente raccontava la sua vita la sua lingua. Il cuore si è fermato per un attimo quando ho pensato che l’unico miracolo l’ultima bellezza sarebbe il consumarmi dentro una vecchia giacca…
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Giulia Rusconi, Linoleum
Continua a leggere: Giulia Rusconi, LinoleumGiulia Rusconi, Linoleum, Amos Edizioni, A27; € 12,00 Accorgersi con stupore che a impressionare non è la morte ma il dolore, e non l’amore a commuovere ma la vanità dolcissima di uno specchietto tra lo smalto rosa un pettinino tra i capelli grigi nella luce arancione del mattino quando crede di non essere vista si…
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Andrea Bajani, Promemoria
Continua a leggere: Andrea Bajani, PromemoriaAndrea Bajani, Promemoria, Einaudi 2017; € 10,00 ebook € 7,99 1. È rimasto scritto sulla lavagnetta tra le cose da non dimenticare. Sale grosso multa carta da regalo posta bollettino tacchi da pagare. Dopo l’esame delle feci guarnizione andare Verano per la cremazione. 6. Imparare a parlare dai bambini. Inventare il plurale delle cose.…
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I poeti della domenica #208: Isa Miranda, Ricordo
Continua a leggere: I poeti della domenica #208: Isa Miranda, RicordoRICORDO Piove. In un angolo della stanza vorrei tu fossi con me seduto. Con angeli e fiori di carta per ricordare l’infanzia vorrei con te giuocare. Di te che m’insegnasti la prima bugia più non ricordo il volto, più non ricordo la voce. Per quei giorni dalle ignote speranze per quelle notti cieche d’ogni sogno…
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I poeti della domenica #207: Giancarlo Majorino, Stanno qui, per molte anse…
Continua a leggere: I poeti della domenica #207: Giancarlo Majorino, Stanno qui, per molte anse…Stanno qui, per molte anse, in isole minime, note o ignote, frammezzo a nuvole, le opere, i velieri carbonizzati, da vegetazione coperti, entro la quale puoi scorgere la punta del maestro alberto, antenne quasi quasi d’una remota televisione; o nel moto lunare puoi udire oltre la marea stridere il legno non più da corde…