-
Andrea Accardi, Glossario dell’infanzia
Continua a leggere: Andrea Accardi, Glossario dell’infanziaDa piccolo nascondevo la morte nelle parole, la chiamavo: meduse arrivate col maestrale, sole nel cortile dopo pranzo, incendio lontano, fulmine, oleandro. Per dire tempo e in qualche modo fermarlo, segnavo i giorni d’estate che mancavano al termine, cercando la barriera tra il prima e il dopo nel conto alla rovescia che precede il…
-
“Aspettare la rugiada” di Damiana De Gennaro (di R. Canaletti)
Continua a leggere: “Aspettare la rugiada” di Damiana De Gennaro (di R. Canaletti)Damiana De Gennaro e il palmo aperto della poesia Su Aspettare la rugiada (Raffaelli Editore, 2017) di Riccardo Canaletti […] cos’è questa danza a cielo spento che ferisce con i fiori e costringe a camminare? Man mano che si avanza nella lettura si compila l’inventario delle sorprese; in ogni misura la poesia di Damiana…
-
Cosedicasa
Continua a leggere: Cosedicasa…Esiste però un’altra definizione della poesia, o meglio del poetico: perché qualsiasi arte, dalla architettura alla musica al cinema può essere poetica, quando si struttura attraverso dei ritmi. E non solo le arti, ma anche un paesaggio, una persona, uno sguardo quando creano dei ritmi e delle situazioni che toccano l’essenza delle cose, anche…
-
Giulio Antonio Crivelli: le altre eterne ninfe. Inediti
Continua a leggere: Giulio Antonio Crivelli: le altre eterne ninfe. IneditiI. Chiare e fresche e dolci pornostars, muse racchiuse nel mio hard disk, che quella nera scatola di dati tiene un Tera byte d’amore profano. Sanza ottuse controlli o paranoie sì racchiuse tutto il giorno… poi infine viene sera ecco l’inedia della vita, quella vera sbattendo dietro a sé fa porte chiuse. l’Hardcore è quell’istante…
-
‘Il battesimo del bambino’ di Silvia Salvagnini: una lettura
Continua a leggere: ‘Il battesimo del bambino’ di Silvia Salvagnini: una letturaIl battesimo del bambino di Silvia Salvagnini è una delle poesie contenute nel calendario utopico 2017 di Sartoria Utopia (qui). C’è nella poesia di Silvia Salvagnini come una luce che illumina il senso delle cose; una luce che entra dolcemente nel testo, a scoprirne la forza di comprensione della realtà poeticamente detta, “costruita”, fatta di…
-
I Poeti della domenica #197: Francesca Genti, Mia zia è un drone impazzito
Continua a leggere: I Poeti della domenica #197: Francesca Genti, Mia zia è un drone impazzitoFrancesca Genti, Mia zia è un drone impazzito (poesia inedita) * getta bombe all’idrogeno sulle feste di matrimonio, umilia i bambini, prende a squali in faccia i camerieri. avvolta in una nuvola di peste e brillantini da una sperduta galassia leggendaria, lancia il segnale luminoso: voi non mi amate, e io mi ucciderò, ma prima…
-
Antonino Bondì, poesie inedite
Continua a leggere: Antonino Bondì, poesie inedite* Antonino Bondì, poesie inedite da Vestigia degli incuranti * sfiancamento stocastico di quel dolore che non erompe ma sfianca le parole vuote di affaticamenti e rincorse le gambe a stento avvertono l’aroma di abbandono. Se bagni il fondo con dita insalivate, dal cielo ferite si apriranno e l’infezione con i crampi sin nei muscoli.…
-
Vito Bonito, Odio l’estate (da Versodove n. 19)
Continua a leggere: Vito Bonito, Odio l’estate (da Versodove n. 19)* Nel tuo silenzio io mi perdo D’estate aumentano vertiginosamente le preghiere non esaudite. Ci chiediamo perché. Ma cercare una risposta che soddisfi la nostra strenua e sì aguta interrogazione è cosa vana: sotto il sole di fine luglio le risposte muoiono come uccellini dentro una vertigine di luce. Allo stesso modo e con la…
-
Ivonne Mussoni, La corrente delle ultime cose (di Ilaria Grasso)
Continua a leggere: Ivonne Mussoni, La corrente delle ultime cose (di Ilaria Grasso)Ivonne Mussoni La corrente delle ultime cose Giulio Perrone Editore, 2017 Ivonne Mussoni nella sua raccolta La corrente delle ultime cose ci descrive con enorme garbo un tema molto delicato, quello delle partenze. Nell’elemento dell’acqua l’io lirico si fa porto. Da lì numerose figure partono o arrivano senza mai essere giudicate. Sono scie leggere…
-
Anna Maria Farabbi, da ‘La casa degli scemi’
Continua a leggere: Anna Maria Farabbi, da ‘La casa degli scemi’sull’argine mentre piscio nel fiume ho la gioia della liberazione tra le gambe una velocissima curva giallina lucente che schizza suonando nel cerchio dell’acqua io sono il signore della mia acqua il signore del niente che sperpera i suoi pesci i suoi morti i suoi maestri mangiati e bevuti negli anni per restituirli al fiume…