Il sabato tedesco #52: Sabine Gruber, Ad aprile

“Il sabato tedesco”, rubrica da me curata per Poetarum Silva, prende il nome da un racconto di Vittorio Sereni e raccoglie riflessioni, conversazioni, traduzioni intorno a testi letterari. (Anna Maria Curci)

Sabine Gruber (foto gentilmente concessa dall’autrice)

Ad aprile
Paliano, Lazio 

Talvolta avverto un respiro estraneo,
Vedo ombre, orme di piedi e sento
Tuttavia solo i due allocchi nella macchia
Di lecci, odo l’andirivieni dei loro richiami,
La loro corte insistente. Dal cielo
Cade polvere sottile. I fiori si scuotono
Al sopraggiungere della tempesta. Qui sostai già
Una volta, seduta, sette anni fa, con vista
Sui sette colli. La felicità indossava ancora
Scarpe alte e una marsina spoglia.
Dai, percorriamo ancora una volta con la
Volvo verde i paesaggi, tra strisce rosa e languidi
Veli di nuvole. Sono di nuovo nozze
Di chi è in lutto. Volpino sta ai miei
Piedi e abbaia con insistenza. Io indosso un mezzo
Cappello. Un anno fa ero ancora sulle rive del Reno
Con un altro cane. Nella patina di polvere
Sul tettuccio dell’auto c’è uno che ora scrive
Righe bagnate.

Sabine Gruber
(traduzione di Anna Maria Curci)

Im April
Paliano, Latium 

Manchmal spüre ich einen fremden Atem,
Sehe Schatten, Fußabdrücke und vernehme
Doch nur die beiden Käuze im Steineichen
Bestand, höre das Hin und Her ihrer Rufe,
Ihr hartnäckiges Werben. Vom Himmel
Fällt feiner Staub. Die Blüten schütteln sich
Im aufziehenden Sturm. Ich saß hier schon
Einmal vor sieben Jahren in Sichtweite
Der sieben Hügel. Das Glück trug noch
Hohe Schuhe und einen nackten Frack.
Komm, laß uns noch einmal mit dem
Grünen Volvo durch die Landschaften
Fahren, unter rosa Schlieren und schlaffen
Wolkenschleiern. Es ist wieder Hochzeit
Der Trauernden. Füchslein liegt mir zu
Füßen und kläfft. Ich trage einen halben
Hut. Vor einem Jahr war ich noch am Rhein
Mit einem anderen Hund. In den Film
Auf dem Autodach schreibt jetzt einer
Nasse Zeilen.

Sabine Gruber
(in: Sabine Gruber, Am besten lebe ich ausgedacht. Journalgedichte, Haymon 2022)

Nata a Merano nel 1963, Sabine Gruber ha studiato germanistica, storia e scienze politiche a Innsbruck e a Vienna. Dal 1988 fino il 1992 è stata lettrice all’ Università Ca’ Foscari di Venezia. Vive e lavora a Vienna. È autrice di poesie, racconti, opere teatrali, saggi e drammi radiofonici. Ha pubblicato il romanzo Aushäusige (Wieser, 1996), la raccolta di poesie Fang oder Schweigen (Wieser, 2002), per C.H.Beck i romanzi Die Zumutung (2003), Über Nacht (2007), Stillbach oder Die Sehnsucht (2011) (in italiano Stillbach o della nostalgia, trad. di Cesare De Marchi, Marsilio Venezia 2014) e Daldossi oder Das Leben des Augenblicks (2016) (in italiano Daldossi ovvero la vita dell’istante, trad. di Cesare De Marchi, Marsilio 2019). Con la casa editrice Haymon di Innsbruck ha pubblicato nel 2014 ha pubblicato Zu Ende gebaut ist nie e nel 2018 Am Abgrund und im Himmel zuhause, entrambe raccolte di poesie. All’inizio di questo anno 2022 è prevista l’uscita, sempre per la casa editrice Haymon, del volume di poesie Am besten lebe ich ausgedacht. Journalgedichte.

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