Bianca Battilocchi, “Herbarium Magicum”. Nota di Alessandra Trevisan

Bianca Battilocchi, Herbarium Magicum
Anterem Edizioni 2021

Alla ricerca del canto e dalla ricerca di un canto muove la cifra poetica di Bianca Battilocchi. Il luogo da cui provenga l’aggettivo “magico” nel suo Herbarium Magicum (Anterem Edizioni 2021) pare annunciarsi: un tempo arcano, che costruisce il fascino e l’incanto della poesia dell’autrice sin dalle citazioni poste in primo esergo, ossia Cristina Campo e Simone Weil, che parlano di “attenzione” e “labirinto”. Ma cosa sia l’erbario sin da subito appare e diventa mistero: sembra raffigurarsi, di testo in testo, secondo un «profumo ipnotico/ in lingua edenica» (p. 11). Ogni parola è posizionata nel verso con sapienza, a costruire un tessuto perfetto: «col fiato anèmos» (p. 12) e «per piovose cosmologie da respirare» (p. 13) il lettore entra nella trama e vede «con mano sicura l’homo feriens/ insegue tenace/ l’innominato/ omogeneo/ alchemico» (p. 16), per poi spingersi oltre:

[…]
Approdare
            nelle scompaginate geografie
di tracce organiche e surreali

In dissoluzione e miscela
            per infiniti mondi
fatti di danze da navigare

Nuovi vocaboli nuove piante
            ancora sconosciute
da cui farsi insediare

(p. 17)

Una immaginazione precoce o un valevole senso dell’immagine che si moltiplica. L’erbario proviene da epoche trascorse, continua un movimento naturale, ferace, esoterico ed ermetico. Si libera in una concatenazione sonora, di segni e simboli. Non a caso la seconda parte del volume vede un esergo di Santa Teresa d’Avila, che si interroga sull’“origine”. In questa sezione Battilocchi invita: «addentrati/ ricerca il sintomo dell’avvenimento» (p. 23); qui anche «risillabare/ vocalizzare» (p. 27) assumono la loro posizione di parole-astanti, «sulle radici del grande rizoma» (p. 28). Il lessico dell’herbarium si completa, di testo poetico in testo poetico, aggiungendo «gigli, semi, vento, braccia-rami, rosa» e molti altri elementi, in un sistema visivo, tattile e sonoro unico, tra movimenti per corpo e strumenti. Una grande opera verbale per descrivere un mondo altro. L’ibridazione di Battilocchi si avvicina alle rappresentazioni del peraltro da lei citato Hieronymus Bosch, spostando tuttavia lo sguardo sulla sua esperienza di autrice con un gusto per il poetare antico, ancestrale.

© Alessandra Trevisan

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