Il sabato tedesco #44: Novalis, Quando ormai più né numeri e figure

“Il sabato tedesco”, rubrica da me curata per Poetarum Silva, prende il nome da un racconto di Vittorio Sereni e si propone di raccogliere riflessioni, conversazioni, traduzioni intorno a testi letterari. La puntata di oggi è dedicata alla poesia di Novalis Wenn nicht mehr Zahlen und Figuren. In Tiecks Bericht über die Fortsetzung, lo scrittore romantico Tieck riferisce, a proposito dei progetti di prosecuzione del romanzo Heinrich von Ofterdingen di Novalis, che il componimento Wenn nicht mehr Zahlen und Figuren era destinato a una collocazione nel romanzo, a sua volta concepito da Novalis anche come romanzo di formazione ‘rovesciato’, un ‘Anti-Meister‘.* (Anna Maria Curci)

 

 

Quando ormai più né numeri e figure
Chiave saranno di tutte le creature,
Quando color che cantano o baciano
Più dei dottissimi al sapere volgono,
Quando alla vita libera poi il mondo
Ritornerà, e allo stesso mondo,
Quando di nuovo uniti ombra e fulgore
Daranno vita ad autentico nitore,
E quando le vere storie si vedranno
In fiabe e in poesie si sveleranno
Davanti a Un motto segreto sparirà
L’intera essenza, allora, dell’assurdità.

Novalis
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Wenn nicht mehr Zahlen und Figuren
Sind Schlüssel aller Kreaturen
Wenn die, so singen, oder küssen,
Mehr als die Tiefgelehrten wissen,
Wenn sich die Welt ins freie Leben
Und in die Welt wird zurück begeben,
Wenn dann sich wieder Licht und Schatten
Zu echter Klarheit wieder gatten,
Und man in Märchen und Gedichten
Erkennt die wahren Weltgeschichten,
Dann fliegt vor Einem geheimen Wort
Das ganze verkehrte Wesen fort.

 


* Tanto più perplessi, dinanzi al rovesciamento che Novalis compie nel Bildungsroman, romanzo di formazione – Wilhelm Meister di Goethe inizia con la ‘vocazione teatrale’ e vuole diventare attore, finisce poi per diventare medico chirurgo nella Società della Torre, alla quale non sono estranei molti tratti massonici; Heinrich von Ofterdingen, al contrario, prende le mosse da una tranquilla realtà ‘borghese’, quella del borgo in cui vive e nel quale uno straniero arriva un giorno a narrare di tesori esotici e del fiore azzurro, die blaue Blume, per poi diventare Minnesänger – si resta nell’apprendere da manuali di storia della letteratura italiana che Goethe era un romantico. Su Novalis gli studenti italiani, a meno che non abbiano scelto lo studio della lingua e della letteratura tedesca, ricevono di norma scarne notizie. La questione del canone letterario resta aperta. Ma questa, come dice il mio coetaneo famoso, “è un’altra storia”.

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