Il sabato tedesco #41: Sibylle Lewitscharoff, Pong

“Il sabato tedesco”, rubrica da me curata per Poetarum Silva, prende il nome da un racconto di Vittorio Sereni e si propone di raccogliere riflessioni, conversazioni, traduzioni intorno a testi letterari. La puntata di oggi è dedicata al primo romanzo di Sibylle Lewitscharoff, Pong. (Anna Maria Curci)

Sibylle Lewitscharoff, Pong
Traduzione di Paola Del Zoppo
Del Vecchio Editore 2021

Se Humpty Dumpty – il personaggio della filastrocca dalle storie di Mamma Oca reso celebre da Lewis Carrol in Attraverso lo specchio – fosse il centro del mondo, si chiamerebbe Pong. Un folle, un pazzo, lo chiama Sibylle Lewitscharoff nel suo primo romanzo, che risale al 1998 e che le valse allora il prestigioso premio Ingeborg Bachmann per lo “stile inconfondibile, irriverente ed esplosivo”. Ancor più, Pong è un nucleo indivisibile e incandescente, vorace, fagocitante e scontento dei propri appetiti. Pong misura, pianifica, sgombera e ripopola stanze, campi e visioni, attraversa strade e le rinomina. Il disegno dell’umanesimo diventa l’anticipazione dell’odierno autistico avvoltolarsi nelle proprie ambizioni così come nelle proprie paure e nelle “cautele”, esagerate ed esasperate fino a diventare superstiziosi accorgimenti. Come nelle successive opere Apostoloff e Blumenberg, Sibylle Lewitscharoff dissemina le pagine di riferimenti a teologia, filosofia, letteratura e cinema; al suo ‘protagonista’ fa attraversare luoghi, piazze e strade intrecciandone i nomi con un tripudio di associazioni e richiami sonori, generando estensioni favolose, terminali che sono insieme approdo e ripartenza di sommovimenti. Antiche filastrocche e toponimi si rovesciano in nuovi tentacoli, nomi propri composti e scomposti. A questo procedimento tiene testa, nella prima edizione italiana di Pong, pubblicata in questo anno 2021 con da Del Vecchio Editore, la resa di Paola Del Zoppo, in una traduzione che è, come ella stessa dichiara nel bel saggio posto a conclusione del volume – «L’incoerente continuum del reale». Leggere e tradurre Pong di Sibylle Lewitscharoff – «un invito alla lettura aperta».

© Anna Maria Curci

 

È l’esercito tremolante dei mille segnali che maledicono la sua testa, Kurfürstendamm, l’ampio ingresso all’inferno, freccia a destra – deviazione per l’inferno, freccia a sinistra – comando, segnali insieme idem, pesce-su-bikini idem idem, ordini da ogni parte, ordini comandati, Bleibtreustrasse: ordini-obbedienza-disastro, Uhlandstrasse: ordini-orario; Fasanenstrasse: ordini-salterello, uccelli uccellacci, zig-zag ordine-negozio-gelato, ordine alla griglia ordini che stridono a orecchie di triglia, ordini versati in tazze bollenti, Hosenplatz: ordini, poi il campo di sangue e un terribile comando-spazzola, la strada intera campo di sangue venduto, poi macchia verde, macchia gialla, macchia rossa, e denti e luce e capelli al vento, infidi cospiratori sorridono, e in nessun luogo va il sentiero roccioso che sale in curva, e non un posto dove infilare le mani o un buco dove infilare la testa né un loculo per il corpo. Il pazzo per la vergogna si abbassa il cappello a coprire l’intera figura del povero, e dalla pelle gelida gli sbocciano fiori di salnitro, e di certo fra poco urlerà, ma prima che lo faccia noi ci voltiamo. Perché dovrebbe importarci che a qualcuno il mondo non piace come è». (pp. 13-14)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: