Poesie da “Mi rotola il vento” di Marisa Cecchetti

 

E tu hai detto lo faremo ancora
-quando sei scesa ridendo dalla macchina-
di rubare un pezzetto di giornata
per noi soltanto -ed era una mattina
di gelo e sole ghiaccio con la brina
sopra gli steli secchi- ma la pasticceria
era calda di zucchero e di voci
e ci siamo sedute a un tavolino tondo
con le sedie rotonde e bianche
e il tuo tè fumante e il mio caffè

abbiamo ricolmato l’intervallo
a voce sguardi e gesti
intercorso tra noi di qualche mese
fitto il parlare come ragazzine
che parlano d’amore -ma non era quello

era la nostra comune passione per la vita
che ha cancellato intorno
altre voci e presenze in un tempo svuotato
finché non è scaduta
l’ora di libertà.

 

I miei primi lettori
quando un libro
è ancora caldo
e profuma di pane
sono la fioraia
che lo tocca con cura
come un fiore
la sua collega
che lo regala alla figlia
la moglie del calzolaio
che lo tiene in negozio
l’impiegata di banca
che commenta la storia con me
la parrucchiera al paese
mio di ragazza
che mi chiede
di leggere per lei
ad alta voce

allora sento di non avere
sprecato tempo
sento un’umanità
che si confronta
e la condivisione
delle passioni.

 

E poi arriva un giorno
che non devi attendere
il suo passo strascicato
curva a novanta gradi
mentre osservi i fiori
nel suo piccolo cortile
per dirle ancora brava

è un passo lesto che gira la chiave
e sconosciuto che parla un italiano
bambino e prepara del cibo straniero

umanità invecchiata
che ha bisogno di un travaso
di giovinezza
ora c’è un letto a pianterreno

inutili le scale.

 

Respira piano il Creato
si sente un silenzio leggero
guardingo
che fruga un lamento lontano

anche stanotte il mare
ha raccolto la fuga
e veste il riposo di nero.

 

Colori salgono dalla cantina in ombra
di vecchi quadri che uscirono con te
tolgo lieve la polvere

salgono i grandi puzzle
non importa se un pezzo è caduto

e le pareti tue sono colore
e mentre batto i tasti e le parole
scorrono guardo con i tuoi occhi
il passato che ritrova voce.

 

Ora i monti
si oscurano presto
affondano nella notte
che accende i paesi
sul cielo

lo sguardo comprende
campanili e tetti
con le finestre di luce
come presepi

e la luna si arrossa
di modestia
per tanta bellezza.

 

Ora che febbraio declina
un grano neonato è spuntato
sui campi che vanno al fiume
-non ne vedi il confinee
copre la terra come panno di velluto
e accoglie verde la luce rosa
del tramonto d’inverno.

 

© Marisa Cecchetti, Mi rotola il vento, Giovane Holden Edizioni 2019

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