PoEstate Silva: Federico Corrado Camporeale, poesie da “Dimenticanze”

 

Omaggio a Emilio Praga

Forse in qualche osteria ti troverò,
nel volto barbuto di un avventore
dall’occhio perduto dietro chimere
che crederò di sogno, ed il bicchiere
ti riempirò, felice per averti
finalmente ritrovato. E noi
non avremmo da dirci che silenzi,
tu in zimarra gualcita e panciotto
e io con un maglione rimboccato
nelle maniche, e il tuo cappello
buttato su una sedia ti farà
scoprire fuori moda bohémien
del secolo passato. Cosa potremo
dirci tu e io compagni di due mondi
così diversi? Ma lei ancora
sarà la stessa, dopo questi anni
veloci come istanti che nulla
hanno cambiato nell’intimo dei cuori!
Lei sarà la stessa. E insieme
brinderemo all’ideale da riconquistare,
al nuovo trionfo della futura arte;
muti passeggeremo per la campagna
nell’oro dei tramonti, mirando
le nere punte dei tetti all’orizzonte
o campanili sperduti di chiesuole
nella pianura, felici ragionando…
ma chi li capirà i nostri
pettegolezzi di poeti?
Ci prenderanno per degli ubriachi,
e tu ritornerai spettro alla tomba
ed io al mio delirio.

 

Memorie provinciali

La notte li ritrova addormentati
i giovani arlecchini che la sera
hanno ballato e cantato
per le vie
del paese festeggiato.

La luna bianca li veglia
con il suo manto di quiete
che rischiara
viottoli perduti
verso il nero del bosco

ma già il cupo sferragliare dei carri
se li porta lontano.

 

Come nella Bohème vorrei
che il vento spegnesse la fiammella
della candela,
solo così tra buio e luna
conoscerei le tue mani
che fabbricano fiori.
Scesa da un tram, non certo a cavalli,
compita segretaria
– no, meglio operaia
nell’opificio del faubourg –
Mimì del ’94.
Al Bois (giardini
pubblici di Porta Venezia)
tra colf e bambini,
sicuro che mi chiedi di portarti al mare:
tintarella, costume…
ma non era d’inverno?
il manicotto, il cappotto
vecchia zimarra
così fondamentale?
A pensarci non è essenziale;
ma l’importante
è che io nasconda i fiammiferi
e tu la chiave.

 

Federico Corrado Camporeale, Dimenticanze, Italic, Ancona 2017

 

Nato a Milano, Federico Corrado Camporeale vive e lavora a Milano. Alla passione per la poesia unisce interessi per la filosofia e le scienze. Grande ammiratore del mondo classico, concepisce lo strumento poetico come un mezzo di conoscenza, il punto d’ingresso, il varco verso un altrove che solo tramite la parola, e intendiamo la parola poetica, è dato di svelare. Accanito lettore da sempre, soprattutto di poesia, e attento osservatore del mondo contemporaneo. (dal sito “La Recherche”, qui)

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