Poesie di Alexander Shurbanov tradotte da Francesco Tomada

 

LA LATTAIA DI VERMEER

Le braccia – forti, pulite –
sono scoperte sino ai gomiti.
Una mano sostiene
da sotto il bricco in terracotta,
l’altra lo tiene saldamente
da sopra,
piegandolo appena
sopra una ciotola
posta sul tavolo
fra una pagnotta sferica
in un canestro
e un’anfora rigonfia.
Un sottile rivolo di latte
si allunga dal bricco
alla ciotola,
legando insieme
l’intero dipinto.
A sinistra sta la finestra.
Il capo della giovane
è appena inclinato
sulla sua spalla,
i capelli sono raccolti sotto
la cuffia olandese inamidata
con una falda stretta
e l’altra un poco distesa.
Gli occhi, abbassati,
guardano il latte
che continua a fluire.
Non è questo potere dell’arte
davvero meraviglioso?
I secoli scorrono
oltre il bricco in terracotta
mentre si inclina sopra la ciotola
con un angolo immutato,
le guerre imperversano,
le città vengono distrutte dagli incendi,
le navi affondano
e gli aerei si schiantano al suolo,
i governi, gli stati, le nazioni e le filosofie
vanno e vengono,
il mondo si rinnova,
divenendo irriconoscibile.
Eppure questo sottile rivolo bianco di latte
continua a fluire
dal bricco alla ciotola,
e il bricco è ancora pieno,
e il volto
della giovane che non invecchia
trabocca di quiete.

VERMEER’S MILKMAID
The arms – strong, clean –
are bared up to the elbows.
One hand props
the earthen jug from below,
the other holds it firmly
from above,
tilting it slightly
over a bowl
placed on the table
between a round loaf
in the bread-basket
and a bulging pitcher.
A thin trickle of milk
stretches from the jug
to the bowl,
tying the whole picture
together.
On the left is the window.
The young woman’s head
is slightly tilted
over the shoulder,
the hair is pulled under
the starched Dutch bonnet
with one wing pressed tight
and the other a little spread out
The eyes, downcast,
watch the milk
as it keeps flowing.
Isn’t this power of art
truly wonderful?
Centuries pass
by the earthen jug
as it tilts over the bowl
at an unchanged angle,
wars rage around,
cities are consumed by fire,
ships sink
and planes crash on the ground,
regimes, states, nations, philosophies
come and go,
the world becomes new,
changing out of recognition.
Yet this thin white trickle of milk
keeps flowing
from the jug into the bowl,
and the jug is still full,
and the face
of the unaging young woman
overflows with calm.

 

SU ENTRAMBI I LATI DELLO SPECCHIO
due uccelli si avventano furiosamente
l’uno contro l’altro,
colpendo il vetro con lo sterno,
battendolo con il becco e le ali,
cercando l’uno di raggiungere l’altro.
Uno di loro
non esiste

ON BOTH SIDES OF THE MIRROR
two birds hurl themselves frantically
at each other,
hitting the glass with their breasts,
thrashing at it with wings and beaks,
yearning to get at each other.
One of them
does not exist.

 

PRIMOSOLE

Sulla tela bianca
dell’inverno –
una iniziale
.         macchia
.                   arancione.
Primosole!
Ancora
nella coda dell’occhio.
Si muove
cercando il suo posto.
Agitando la coda.
L’artista è già
al lavoro.

FORESUN
On the white canvas
of winter –
a first
.         orange
.                   blob.
Foresun!
As yet
in the corner of the eye.
It’s stirring
trying to find its place.
Wagging its tail.
The painter is already
at his work.

 

LA VITA SI AGGRAPPA
sul ciglio del mondo.
Come edera.
O meglio come una cornacchia –
con artigli affilati,
come se fosse risoluta
a restare qui per sempre.
Ma ha anche le ali.

LIFE CLINGS
to the edge of the world.
Like ivy.
Or like a crow rather –
sharp-clawed,
as if determined
to stay here forever.
But it has wings too.

 

FRONDA

Una fronda davanti alla mia finestra
trema disperatamente.
Prima che io sollevassi lo sguardo
lì c’era un uccello.

TWIG
A twig in front of my window
shakes desperately.
Before I looked up
there was a bird there.

 

ALLUNGANDOSI

Dentro al guscio
cranico della chiocciola
freme la lingua umida della vita –
sta già cercando
di frantumare lunghi secoli di mutismo
e di allungarsi
verso la prima vocale da pronunciare
al limite estremo
dell’universo.

STIRRING OUT
Within the snail’s
cranial shell
the moist tongue of life quivers –
it is already trying
to break through long centuries of dumbness
and to stir out
towards the first vowel of speech
at the far end
of the universe.

 

NINNANANNA

Certe sere il mare si fa pallido e calmo
come se temesse qualcosa di estraneo
che incombe.
Ma subito l’universo buio china
su di lui il proprio volto sorridente,
i suoi capelli lo avvolgono dolcemente,
e acquietandosi
il mare si placa,
scurisce
e inizia a mormorare
qualcosa di incomprensibile,
eppure sereno e sterminato
come un’eternità,
che nel mondo non ha nulla da temere.

LULLABY
Evenings the sea grows pale and quiet,
as if it fears something unfamiliar
that is impending.
But soon the dark universe lowers
her smiling face over it,
her hair enfolds it gently,
and calming down,
the sea relaxes
darkens
and starts cooing
something unintelligible,
yet so serene and endless
as an eternity,
which has nothing in the world to fear.

 

SUSSURRI DELL’ACQUA

“Scrivi un verso
.                   e poi cancellalo” –
sussurra l’onda
mentre consegna sabbia alla spiaggia
e la riporta indietro
fino al vivente,
.                   inquieto,
oscuro abisso,
sforzandosi
di non ordinare l’universo
in una eternità immutabile
ma di tenere integra
la fragile catena del movimento,
i cui estremi
non sono cosa che possiamo scorgere.

WATER WHISPERINGS
“Write down a line
.                   and then erase it” –
whispers the wave
as it carries sand to the shore
and takes it back
into the lively,
.                   restless,
opaque abyss,
endeavouring
not to order the universe
into an indestructible eternity
but to keep whole
the fragile chain of motion,
the ends of which
are not for us to see.

 

da Foresun, edizione in inglese, Sofia (Bulgaria), Scalino, 2016
Traduzione di Francesco Tomada (dalle versioni inglesi d’autore)

 

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