Suono incauto s’insinua
simile a ostili rumori d’acciaio.
Innocente si aggira
tra i timori di antichi adolescenti,
nei fumi intorno a boccali rossastri
e profumate sete
rigonfie e verdeggianti.
Un alto strepito odo
ed il frusciar di carte,
innocuo gioco di vecchi felici.
E balena rimbomba
brucia. Come una lama
trafigge e mi smarrisce.
Il chiostro di San Marcellino
Svettano nell’alba, ci difendono
dal tempo, le colonne, e da sguardi
indiscreti. Le celle sussurrano
ancora le mistiche preghiere,
ricordano l’ascesi. Le mani
bruciano ansano frugano senza
peccato.
Mi sfiora e come un respiro pulsa
il verde fruscio fra le fronde.
Il bosco di Capodimonte
Porti l’aroma lieve ed inebriante
di onde sfiorate dal sole e dal vento.
Sei l’erba soffice bagnata
dalla brina di labbra
tumide ed infuocate.
Sei il cotone che fruscia e accende gli occhi
d’inesauribile folle lussuria:
giaci riversa, su un’ara di mirto,
tra i rami consacrati
alla bella Afrodite.
Dov’è il mondo? Il sangue
è qui, nelle cortecce,
batte qui, nella carne.
E che fanno le dita
che tra le labbra indugiano?
Non bastano gli ininterrotti baci
che fanno invidia persino ad Amore?
Mi chiedo dove siano
la terra e il cielo. Ovunque sia,
piú non esiste il mondo.
Quasi si ode l’eclissi
che batte lieve l’antro luminoso
e sbircia ombre affettuose e curiose
verso la notte nuova e misteriosa.
Scorgo una luce che sporge e scintilla
e già si spinge nei sogni piú arditi,
e lungo affilate falci
si figge e si nasconde,
e traccia, infine, un cerchio.
© Carmelo Cutolo


Una replica a “Carmelo Cutolo: quattro poesie”
Quando nasce un vero poeta tutta la terra trema, perchè niente sarà più come prima[…] Il poeta attraverso le parole crea nuove categorie, fa fare nuove esperienze[…] tutti voi avete un poeta dentro, tutti ce l’hanno […] e pensa quanta sofferenza c’è dentro di noi che abbiamo tutta questa meraviglia e l’abbiamo tradita”
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