Elena Cattaneo: poesie da “Quasi un compleanno” (raccolta inedita)

da Quasi un compleanno

 

Tanatosi

Entrare nella cosa è morirne.

Perdere contatto dal cavallo in corsa,
abbandonare la vela gonfia in approdo,
leccare sale dalle mani e farsi ciottolo.
Poco prima di tutto, fermarsi e dondolare.

Là dove germinava un dubbio
Ofelia ha reciso il ranuncolo.
Di eterno si era imbellettata,
annodando un bacio a tampone
fingendosi viva e vegetale.
Il bacio non ha retto, ingenua paratia.

Entrare nella cosa è accettarne la fine.

A volte, Amleto caro, si soffre.

 

Orto

il dramma del corpo
che arretra
in ogni linea vitale

è novembre che ci dice della verza ghiacciata
turgida e mesta ai piedi dei cachi d’oro
trafitti su rami neri
le fragole d’agosto come lacci alle caviglie
e ranuncoli a bottone

un ordine cerchi padre
una appartenenza al suolo
il senso che bussa sotto l’ignoranza
tra le lumache gravide di lattuga giovane

non saremo redenti
e luglio l’ibrido ci inganna
siediti padre
attendi settembre

osserviamo lenti e sospesi
le nostre mani nella terra
semino fiori e frutti che mai
saranno dipinti di Willem Kalf

c’è poco nutrimento

non mi hai protetto, padre

da oriente sorge uno stelo ingarbugliato

 

Stetson

L’aria è acacia,
è la perdita volontaria
del senso aggiunto.
Mi eri fratello
gemmato a grappolo, mio
e poi figlio, abbandonato,
mai amante.
L’aria è acacia
con profumo bianco di sudario
tra ombrelli vegetali
che parlano-parlano-parlano
al vento
e tu non capisci
fluttui, ti dissolvi
inseguendo cappelli.

 

Madre

Quando sono nata
mia madre è morta.
Quando è morto mio padre
io non c’ero.
.                   Aus Liebe will mein Heiland sterben
Chi si salva senza guida?
.                   Il mio Salvatore vuole morire per amore
Hai mani da bimba
e io cado.
Ventre a gomitolo
che gatta non sono e quasi
mi strozzo.
Nella pece cerchiamo
di approdare a noi.
Chi si salva senza guida?
Attendi incauta che vita si posi
che l’errore si cancelli.
Pali infiniti conficcati nella neve
e nessuna anima pietosa che li intrecci.

 

Drupe

Ho posato la mano sull’anima
che mi porgi come cosa morbida
e matura.
Siamo drupe sotto l’albero del pepe,
rosse.
Sai di frangipani e fiume,
strutto e redenzione.

C’è la vita da fare, i conti,
primo, sono-devo-sono, primo.
Correre al tornello, gara al timbro.
Farsi scannare il codice a barre
sul collo.
Bovini.

Stiamo qui, sotto l’albero del pepe
a scambiarci atomi di non curanza.
Respiriamo la nostra umana nullità.
Hai posato la mano sull’anima
che ti porgo come cosa morbida
e matura.

Potevamo mangiarci.
Siamo rimasti in silenzio, integri.

 

Ricamo

Abbacinati davanti allo specchio che urla
dal silenzio della presunzione avvolti.
Dissecata è l’arteria e non trattieni
il sangue.
Nessuno si è accorto del pallore
delle chiacchiere mute
della rottura.
Accettare quello scheletro
di coniglio.
Era grasso e tornito,
quante mani unte ne hanno pasteggiato.
Contargli le costole, farne
quadro.
.                   Dici che esagero mio amore?
.                   Sto morendo mio amore
Lo specchio è vuoto.
Mentre fuggivano spargevano asfodeli
volevo interrogarli, ma tant’è.
.                   Dici che recito amore mio?
.                   Sto sparendo amore mio
Ricuciamo e onoriamo la trama
sutura che al polpastrello pare
ricamo
.              richiamo.

 

Elena Cattaneo è nata a Milano nel 1971. Dopo la Laurea in Lingue e Letterature Straniere presso lo IULM di Milano, con una tesi incentrata sul poeta inglese Charles Tomlinson, si è specializzata in studi di traduzione in Inghilterra, allo UMIST di Manchester. Opera da circa vent’anni nel mondo della musica classica, in una agenzia di rappresentanze artistiche come responsabile dei tour orchestrali.
Suoi testi sono apparsi in riviste di settore e siti web di scrittura poetica («AtelierOnLine», «La Bella Poesia», «Blanc de ta Nuque», «La Recherche», tra gli altri). Alcuni suoi inediti sono risultati finalisti ai premi “Bologna in Lettere” (2017) ed “Europa in Versi” (2017). Ha pubblicato: Il Dolore un Verso Dopo (Puntoacapo editrice, 2016, postfazione di Ivan Fedeli), Sopravvissuti (Prospettiva Editrice, 2015).

3 comments

  1. Elena Cattaneo è poetessa visionaria che sa plasmare la parola e trasfigurandola caricarla di senso, sottrarla alla banalizzazione del quotidiano arricchendola di riferimenti colti (come per Stetson, ad esempio). A dominare i suoi versi è un senso di frattura insanabile che è lo stato originario di ogni esistenza di cui la poesia deve farsi carico. Grazie a Poetarum Silva per questa eccellente scelta di suoi testi.

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