
Una cosa scipita,
col suo sapore di prati
bagnati, questa mattina
nella mia bocca ancora
assopita.
Negli occhi nascono come
nell’acque degli acquitrini
le case, il ponte, gli ulivi:
senza calore.
È assente il sale
del mondo: il sole.
.
In Come un’allegoria (1932-1935), Genova, Degli Orfini, 1936.

2 risposte a “I poeti della domenica #285: Giorgio Caproni, Alba”
Sul Nostro, ormai, sono state dette, e scritte, tante ma tante cose. E resta, però, il nocciolo del di lui ‘sentire’ e cioè l’attaccamento romantico/crepuscolare alle due città della e per la sua vita: Livorno e Genova, la prima per nascita, la seconda per la ‘residenza delle emozioni mature’. E sullo sfondo d’ogni sua poesia, una costante, coatta necessità d’una malinconia esistenziale dalla presenza appena accennata, sentita con leggerezza, ma sempre e ripetutamente incorniciata nella propria necessità di coatta ripetizione. Una coerenza proprio singolare, di gran carattere che merita congratulazione e sincero rispetto.
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