Cinque inediti di Lorenzo Fava

La reproduction interdite. René Magritte, (1937)

.

dalla silloge inedita Lei siete voi
.

Prima che la scheggia vincolasse la leggenda
e la verticalità del sole scottasse le guance,
lì dove sono converse ferite e fratture e
altri mondi dettano pochi centimetri di spazio,
io scrivo. Ed ogni volta è guerra su schemi
di difesa, una ragione privata a tutta forza
assedia fortezze ormai macerie di rancori,
con un’ostinata furia battaglia ancora.

.

È ora la calma dell’algebra a dettare
tempi e partiture, a chiudere i segni
e spalancare il tuo nome. Avverto
segni di cedimento in ogni dove, 
tu fotografa ogni vanto
per contenerlo nella stretta
quando arriverà il tuo momento,
perché non ci sia nulla di inespresso
che non abbia posto lassù,
abbi qualcuno a cui dire qual è stato
il nome che ha esploso ogni poesia
con tutta la violenza della luce

.

È una sorta di passaggio, un trambusto
il nostro esserci.
Perché io possa dirtelo devi andartene di nuovo.

E su quella musica veglierò i tuoi fianchi,
avrò sguardi solo per altri lidi,
la luce piegata ai tuoi arrivederci
ti trovi nel buio decimato
da una precarietà di fiato, fra le cosce
serrate un attimo prima di dormire.
Ora non è la mia mano a sfiorare
il tuo viso rigato da ordini e gelosie,
ma resto, qui e adesso, la polvere
sul fondo del cassetto, l’angolino dimesso
del solaio dove ancora reggono
pile di libri che ti parlano di un nome.
Tu mi chiudi, io ti trattengo.

.

I muri hanno perso memoria dei tuoi passi,
sei sfilata alla loro vista senza lasciti.
Ora più robusto è il gesso, e spesso
la porta d’ingresso serrata, la luce
spenta da tempo. Chissà se qualcuno adesso
si incontra nelle nostre stanze.
Quanti amanti noi stessi avremmo
divorato distesi sotto altri cieli?

.

Quando smetterà di piovere sarà già buio
E tu te ne sarai già andata, il tuo tacco
Avrà già sparato la sua eleganza sui pavé
Di mille capitali del mondo, sebbene
Il diluvio non durerà più di una vita
La nostra sarà sempre una danza
Fra corpo e spettro, tra sostanza e caos.
Io prego di tacerti nei miei modi,
nella tua metà di spazio segnata da uno specchio
col sorriso di chi ha vinto ma è morto dentro.

.

© Lorenzo Fava

2 comments

  1. Premessa:ascolta tutti i pareri ,rifletti,poi DECIDI TU. Ungaretti non si chiese se il pubblico avrebbe accettato la pagina bianca!Sulle ultime due strofe non ho dubbi:sono il ,massimo, bravissimo.Le altre Mi sono meno chiare e vorrei leggerle con piu calma.

    Mi piace

  2. Hai sempre uno stile personale che sigla tutte le tue opere.Stacca un po nella terza parte il quinto verso.,per la fisicità non filtrata dalla mente. C’è armonia ed equilibrio ed il sentimento è forte.Sei bravo!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.