I poeti della domenica #207: Giancarlo Majorino, Stanno qui, per molte anse…

 

Stanno qui, per molte anse, in isole
minime, note o ignote, frammezzo a nuvole,
le opere, i velieri
carbonizzati, da vegetazione
coperti, entro la quale
puoi scorgere la punta del maestro
alberto, antenne quasi
quasi d’una remota televisione;
o nel moto lunare puoi udire
oltre la marea stridere il legno
non più da corde e chiodi connesso ma
spaccantesi, nel centro, per più lati
lo forano, scrostandolo, le bestie blu del mare
presente, già passato, nel suo continuo andare;
tuttavìa una scritta, leggibile a fatica,
può capitare, lungo l’arso fianco,
stinta di nome o altro, quale nell’aria
tra la faccia e il banco nelle carte
richiesta, inaspettata, sìano pergamene
sìano d’oggi, fresche, intere, scoosciute
o prive, quelle lettere, pure con lacune,
di

così stanno per molte anse o scaffali,
quasi attendono mani e teste-lampade,
i velieri semicancellati
dal vento o dal silenzio, sulla rena o in acqua,
fermati da una screpolata àncora,
immoti o quasi, sole pioggia luna notte aurora

 

© da Testi sparsi (1981-1987), in Giancarlo Majorino, Autoantologia, Milano, Garzanti, 1999

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