#PoEstateSilva #9: Mauro Barbetti, da Versi laici (2010-2016)

Di questo tempo

Di questo tempo che si perde al vento
al vanto al soldo al come e al quando
al saldo versato senza un rimando
all’attesa invasa di un sentimento

a ciò che si disfa in un solo momento
o si respira .. respinti restando
mantenendo a se stessi .. non resistendo
mutuando forma orma o accento

e la grazia del verso poi .. ancora viva
ma solo la grazia e non più lo sputo
quasi apparisse delitto o misfatto

solo per grazia o dono ricevuto
e mai per diritto progetto o riscatto.
Ringrazia. Non fu data alternativa.

*

Ruoli

Tu sei nel giusto
d’un mondo normale
nel sonno quando è ora
nella veglia quando serve
solo io faccio fatica
a cogliere nessi necessità
e vincoli connessi
come le attese alle fermate
l’andirivieni nei centri commerciali
il cerebroleso del minimo sentire
i calzini in posa per altre giornate
e le inquiete liturgie
di letti chiavistelli
fornelli e scarichi
nel cloroformio delle certezze
nell’atto puro di resistere
di non smettere d’amarsi.

*

Il senso circolare del tempo

Anni annodati ad annoiarti
e mesi misurati in misere miserie
la tabellina del sette
a settare in settimane
giorni e giornali quotidiani
minuti miniati in minime minute
assecondando secondi
secondo secoli e sequele
e tutto il tempo che si ammassa
che si sversa e poi trapassa
senza sosta né motivi
tra le ombre dei morti
e le quasi ombre dei vivi.

..

© Mauro Barbetti, in Versi laici (2010-2016), Osimo, Arcipelago Itaca Edizioni, 2017

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