Marzo
. Dopo la pioggia la terra
è un frutto appena sbucciato.
. Il fiato del fieno bagnato
è più acre – ma ride il sole
bianco sui prati di marzo
a una fanciulla che apre la finestra.
da Come un’allegoria (1932-1935), ora in Giorgio Caproni, L’opera in versi, Mondadori, “I Meridiani”, 1998


2 risposte a “I poeti della domenica #141: Giorgio Caproni, Marzo”
L’ha ribloggato su Anna Salvini.
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il cuore si apre, grazie
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