Domenico Brancale, Per diverse ragioni

brancale

Domenico Brancale, Per diverse ragioni, Passigli 2017, € 12,50

*

dalla sezione: DA OGNI SOTTO RESPIRO

*

nei muri il respiro dei malati apre le crepe
tutto, prima o poi, si dischiude
fuoriesce dentro il sempre
incatena ognuno alla propria voce

qualcuno lo teme
un altro lo invoca
nessuno ci tiene

dice il vero chi dice oramai
dice tutto chi morde il silenzio

*

aspettano il proprio turno, il cambio del lenzuolo,
la trasfusione, l’anestesia totale sull’esistenza
aspettano e riaspettano
nel letto di una stanza che è solo un numero

ci si spoglia di tutto
dell’ombra
del nome

vi è un’ora che predilige il respiro
ciò che va sfamando dolore e conoscenza

*

quanti di noi sanno di essere orfani
quanti fino alla fine nascosti dietro il vuoto
vivono malgrado tutto
come se dovessero riconciliarsi col tempo passato
ciò che circonda tutto
l’orizzonte

quanti cercano un’aiuola
la misura dell’appartenenza
la mano invisibile del vento che depone il seme
una domanda senza risposta

in che parola si sono incontrati

quale solitudine li separa

*

dalla sezione: PER DIVERSE RAGIONI

*
Estranei. I giorni non tornano.
Per diverse ragioni viviamo
dietro le palpebre di una persona.
Fuori resiste. Ostinato. Fuori limita.
Dietro viviamo.

Luce. Dentro.
Irrompe fin dove ha ragione il buio.
«Poiché è incandescente. Poiché nessuno le resisterebbe».
Fuori è un perimetro svanito.
I corpi vagano. La mano in agguato.

*

Se i muri potessero parlare mentirebbero.
Frantumata la menzogna – le atrocità della lingua
nel pianto si raccolgono i volti.
Acqua ferma nell’acqua.
In noi uno si vivifica.
Un’ombra si ritrae. Si raccoglie nella polvere
nella risaputa inconsistenza dell’intonaco.
Viene giù tutto. L’immagine. Il colore è spento.
Resta una traccia di quello che sarebbe stato un affresco.

Tastiamo la memoria. Ma è notte. Notte della memoria
della stella che mi spinge fino a te.

*

Cercavo la quotidianità minuta. I gesti ripetitivi.
Tutto ciò che si dilata nella durata delle cose.
La complicità delle ombre. La luce della polvere.
I volti della natura morta in ogni distanza.
L’indistinto scricchiolio delle pareti. La forma dell’aria.
Le voci dentro. La materia
dove solo il sangue sa penetrare sempre.

*

In principio fu il bacio coniugato all’infinito sulle labbra.
Giurammo che mai saremmo stati senza.
Giurammo. Siamo noi.
Il sangue che non ha perché.
Il sangue di nessuno.

La disperata corsa verso la prima cellula.
L’annidamento.
Il tempo necessario alla specie per parlare.
Il figlio non nato in vita
che un padre avrà da piangere o nominare sempre.

Siamo noi del mistero la sola realtà.
Noi ci portiamo dentro.

*

© Domenico Brancale

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