Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi

arminio

Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi, Chiarelettere 2017, € 13,00

*

Pensa che si muore
e che prima di morire tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante,
coltiva il tuo rigore e lotta
fino a rimanere senza fiato.
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.
Sorridi di questa umanità
che si aggroviglia su se stessa.
Cedi la strada agli alberi.

*

Bellissima l’Italia
annidata sull’Appennino.
È la mia Italia,
è l’Italia che trema,
in cui mi inginocchio
ogni giorno
davanti alle porte chiuse,
ai muri squarciati.
Bisogna ripartire da qui,
qui c’è il sacro che ci rimane:
può essere una chiesa, una capra,
un soffio di vento,
qualcosa
che non sa di questo mondo
né di questo tempo.

*

Lettera a Rocco Scotellaro

Caro Rocco,
io sono nato quando il tuo mondo
stava finendo.
si è più soli nel mondo che è venuto,
ma per fortuna ogni tanto
c’è qualche giorno di bella luce.
ora la tua Lucania è un altare
per i devoti della terra,
è la pietra che fiorisce nell’aria.

*

La sera che fece il terremoto io stavo bene.
Mi piaceva tutta quella gente per strada,
tutti che si guardavano come se ognuno
fosse una cosa preziosa.
Quando si sono messi a dormire
nelle macchine
mi sono fatto un giro,
li ho benedetti uno per uno.

*

Sono il guardiano
della mia malattia.
L’ho raccontata
alle donne che ho visto passare.
Adesso, se vuoi,
muto ti faccio entrare.

*

L’amore che ci diamo
è un regalo alle bestie,
al vento, al grano,
agli sconosciuti che di notte
ci stringono la mano.

*

Tuo padre rimase muto,
gli nevicava sul viso la Svizzera
e la prigionia.
Tua madre è l’ultimo passato
che ci resta.
Poi ci sei tu
a cui dettavo versi
nel verde di una Centoventisette.
Nulla è cambiato,
comincerà da qui
se mai dovesse cominciare
la mia vita.

*

Bisogna saperci fare con i morti,
tenerli sempre con noi.
Io adesso sto guardando mio padre
che alza la testa dopo il sonno sul tavolino.
Mio padre non ha più bocca a quest’ora
e non ha più dormito
dal giorno della sua morte.

*

© Franco Arminio

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