Francesco Tomada, Non si può imporre il colore a un rosa

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Francesco Tomada, Non si può imporre il colore a un rosa, Carteggi Letterari, 2016

(con disegni di Francesco Balsamo)

 

Dalla prefazione di Natàlia Castaldi

[…] mi risulta impossibile parlare di questo suo ultimo lavoro senza tracciarne un percorso coerente negli anni, che lo ha visto sempre presente nel mondo della poesia contemporanea, ma non “invadente”, non scalpitante, felice di quel suo angolo di concentrazione che gli permette di tradurre “il suo solo sguardo” in poesia, riflessione, comunicazione che possa abbracciare il suo intimo senso di assenza-appartenenza-distacco in un unicum che ci accomuna tutti davanti agli ostacoli, ai dogmi, e ai misteri irrisolti di quello che chiamiamo vita. […]

*

Vietato sporgersi dal finestrino
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::a G.M.

Viste dalla ferrovia
le periferie sono tutte uguali
il retro dei palazzi popolari
i terrazzi regolari di un’architettura senza fantasia
con i fili del bucato, una tenda per il sole oppure
una parabola

quattro auto ferme ad un semaforo rosso
ma dall’altra parte non passa nessuno

e poi c’è sempre un orto minuscolo e irreale
perso in mezzo ai condomini
dove un pensionato prova a coltivare qualche cosa
mentre l’aria odora vagamente di benzene

ed il treno che corre via veloce
prima che ci si possa chiedere
se la vita è davvero tutta lì

 

*

Gorizia, Parco Basaglia

La rete che chiude il Centro d’Igiene Mentale
a oriente coincide con il confine di stato

al tempo della vecchia Jugoslavia
lì passava la cortina di ferro
per i malati anche sud ovest nord erano cortine di ferro
da nessuno dei lati era possibile uscire

allora andavano quasi sempre vicino al muro est
dove almeno le sentinelle serbe regalavano
qualche sigaretta

e magari un medico si sarà anche chiesto
come mai i matti di Gorizia
fossero tutti comunisti

*

L’amore sbilenco

Ti si blocca l’articolazione della bocca
per il medico è l’artrite che si annuncia
un inizio di vecchiaia

ma quando tu non stai bene
tutta la famiglia si ammala
non puoi sorridere
non puoi mangiare

in pochi giorni perdi
quei chili di troppo che avevi indossato

e io mi vergogno di guardarti con questi occhi
adesso che il dolore
ti rende così bella

*

Non ci sono più le stagioni di una volta

Non so nemmeno cosa speravo per lui
che diventasse ingegnere
oppure biologo come me
invece

quando in giro ne vede una bella
strappa via un getto e lo pianta in giardino
lo bagna e lo cura perché attecchisca

quando fiorisce qualsiasi colore va bene
se è quello che prevedeva perché gli piace
se invece è diverso lui si sorprende e sorride
“non si può imporre il colore ad una rosa”

così io che ho vissuto
per tante volte la mia primavera
adesso scopro la sua

*

© Francesco Tomada

*

Nota: segnaliamo anche che la poesia “Gorizia, Parco Basaglia” è contenuta anche nell’antologia Non ti curar di me se il cuor ti manca 2, di Qudu Libri edizioni, di cui ci occuperemo nelle prossime settimane. (gm)

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