Omosessualità, droga e pallottole. Sessant’anni dopo l’Urlo [di Paolo Castronuovo]

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Omosessualità, droga e pallottole. Sessant’anni dopo l’Urlo
di Paolo Castronuovo

Allen Ginsberg e William Burroughs si conobbero nel 1943 e giusto un anno dopo Jack Kerouac venne presentato a loro da Lucien Carr. Quest’esercito di “ragazzi selvaggi” cominciò ad espandersi con i nomi di Peter Orlovsky, Carl Solomon, Joan Vollmer, Neal Cassady, ma tutto nacque dall’amicizia dei primi tre. Kerouac e Burroughs si mettono subito all’opera e pubblicano And the hippos were boiled in their tanks (E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche), una visione ipertrofica e psichedelica che “narra” di una vicenda accaduta nel ’44: quando Lucien Carr, per difendersi dalle avances di un amico, lo uccide, gettandone poi il corpo nel fiume Hudson.
Lawrence Ferlinghetti, during the Howl Magazine case. Photo by Bob Campbell Photo BOBNel 1956 l’editore e libraio Lawrence Ferlinghetti mette in commercio nella sua Banned Books un inedito di Allen Ginsberg letto un anno prima nella Six Gallery di San Francisco: Howl & other poems (Urlo e altre poesie). Si tratta di una distruzione degli schemi ordinari della poesia, un poema/comizio carico di ribellione contro l’America corrotta e armata. Non è altro che una lunga dedica al suo amico Carl Solomon conosciuto nel manicomio di Rockland. Nel testo inoltre compaiono cenni al suo amore non corrisposto per Neal Cassady, eterosessuale al contrario di Ginsberg, amico, e compagno d’avventure di Kerouac. Il libro per le varie “oscenità” rilevate nel contesto storico statunitense del dopoguerra portò al processo lo stesso Ginsberg e Ferlinghetti.
Nel ’57 viene pubblicato On the road (Sulla strada) di Jack Kerouac, scritto a macchina in meno di un mese su un vero e proprio rotolo di carta, sotto effetto di benzedrine. È la storia di anni di viaggi fatti da un versante all’altro degli Stati Uniti, di cui alcuni assieme all’inseparabile amico e allievo di scrittura Neal Cassady: autista e parcheggiatore iperattivo che morirà nel 1968.
È con Sulla strada che questo movimento di giovani ribelli e sregolati ottiene un nome: nasce così la Beat Generation. Il movimento cult per la liberalizzazione dell’America, capitanato proprio da Kerouac e dal suo libro fatto di sesso, droga, accattonaggio, jazz, viaggi interminabili tra autonoleggi e passaggi, conoscenze e perdite. Sono questi, difatti, gli elementi che tocca la Beat Generation: il jazz – in particolare il bebop di Charlie Parker e Dizzy Gillespie – le droghe psichedeliche, i viaggi astrali, gli hippies, il buddismo e i riti zen. Proprio ciò che si può trovare anche nel testo a quattro mani di Ginsberg e Burroughs Lettere dello Yage che ritrae un intero decennio d’amicizia e d’amore epistolare pieno di sostanze psicotrope come l’ayahuasca, la liana dello yoka ed appunto lo yage.
Sembra proprio l’amicizia infatti, spesso unita dalle droghe oltre che dalla cultura, a concretizzare la Beat Generation, l’esempio più evidente è quando Allen e Jack fanno visita a William e lo ritrovano con “la scimmia sulla schiena” su una marea di fogli. È il 1959 e da tutti questi appunti di Burroughs ecco nascere Naked lunch (Pasto nudo). Un viaggio onirico tra flussi di coscienza joyciani rimodernizzati con la fantascienza della carne, paesi immaginari, centopiedi giganti, medici corrotti e polizia alle calcagna. La biomeccanica di una forchetta e del pezzo di carne che in quel momento è lì, su quel pezzo di ferro dentato e tutto il resto non esiste perché è solo tovaglia, piatti, tovaglioli. «Il pasto nudo è ciò che c’è davanti al momento di scrivere», fu proprio Jack Kerouac, dopo l’intensissimo lavoro di assemblaggio di appunti ed editing, con Ginsberg, a darne il titolo. Nacque così uno degli scrittori più sperimentalisti del Novecento. Burroughs scrive, taglia i testi in quattro parti, li miscela, li incolla e cerca di creare una logica subliminale, si ispira con questa tecnica – il Cut-up – a Brion Gysin, artista visuale e sperimentatore musicale. Naked lunch diviene assieme ad Howl ed On the road uno dei libri cult della Beat Generation e della letteratura di tutti i tempi.
A questo trio si aggiungono i nomi dei vari amori, Peter Orlovsky per Ginsberg; Joan Vollmer per Burroughs, uccisa da Burroughs stesso con un colpo di pistola in testa mentre giocavano a ‘Guglielmo Tell’ (successivamente Burroughs si legò sentimentalmente a Brion Gysin, suo ‘amante di vita’); Edie Parker, Joan Haverty e Stella Kerouac per Kerouac.
Non mancano gli altri amici scrittori e poeti: Gregory Corso con il suo miliare Gasoline, Ken Kesey con il suo Qualcuno volò sul nido del cuculo, Jack Hirschman con i suoi Arcani scritti di recente, unico autore ancora in vita del Movimento.
In Italia il Beat prende più forma nella musica con varie band di spicco negli anni sessanta, ma per la letteratura tutto ci è dovuto a un’unica persona: Fernanda Pivano, colei che ha portato a noi questi colossi tramite traduzioni e interviste.
A sessant’anni dall’uscita di Urlo è bene sempre ricordare questi geni fondatori, se volete sapere cos’è la Vera Rivoluzione, umanistica, letteraria e d’amore.

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