Questo Natale #15: Andrea Pomella, Maulberzius Uno

 

 

 

Parigi, foto gm

Parigi, foto gm

 Maulberzius Uno

 

 

 Legga attentamente questo foglio prima di usare Maulberzius Uno.

Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo.
Questo medicinale è stato prescritto per lei. Non lo dia ad altri. Per altri individui, questo medicinale potrebbe essere pericoloso, anche se i loro sintomi sono uguali ai suoi.
Maulberzius Uno è un antidepressivo appartenente a un gruppo di medicinali chiamati inibitori della ricaptazione della serotonina. Questo gruppo di medicinali è utilizzato per il trattamento della depressione. Si ritiene che le persone depresse come lei abbiano livelli più bassi di serotonina nel cervello. Non si conosce il modo in cui gli antidepressivi agiscono, tuttavia essi possono essere d’aiuto innalzando i livelli di serotonina nel cervello.
Maulberzius Uno è un trattamento per adulti affetti da depressione. E lei, caro amico, negli ultimi tempi ha imboccato una brutta china. È anche un trattamento per adulti con tendenza a evitare situazioni sociali. Un appropriato trattamento della depressione o dei disturbi ansiosi è importante per aiutarla a stare meglio. Se non trattata, la sua condizione può diventare più grave. Non vorrà mica ritrovarsi di nuovo come l’altro giorno, a girovagare per le vie del quartiere dove abita, dopo aver accompagnato suo figlio per l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, senza capire dove diavolo si trova, domandandosi di chi sia la macchina che sta guidando, e come facciano tutte quelle persone che vede in strada a vivere diligentemente dentro a una routine, mentre lei non riesce più nemmeno a stare comodo dentro a un paio di scarpe numero quarantasei.
Bene, allora faccia particolare attenzione con Maulberzius Uno

  • se utilizza altri medicinali che, assunti contemporaneamente a Maulberzius Uno, possono far aumentare il rischio di sviluppare sindrome serotoninergica;
  • se ha problemi agli occhi, come alcuni tipi di glaucoma;
  • se ha precedenti di pressione del sangue elevata;
  • se ha precedenti di problemi cardiaci;
  • se ha precedenti di crisi convulsive;
  • se ha una tendenza a sviluppare lividi o una tendenza a sanguinare facilmente (badi bene, non sto parlando per metafore, intendo sangue vero, corposo, purpureo sangue umano);
  • se qualcuno nella sua famiglia ha sofferto di mania o disturbo bipolare (suo padre la picchiava da bambino?);
  • se ha precedenti di comportamento aggressivo (lei, da bambino, picchiava suo padre?).

Se è affetto da un disturbo depressivo e/o ansioso, a volte può avere pensieri suicidari o autolesionistici. Questi pensieri possono aumentare quando si inizia l’assunzione di antidepressivi, dato che tali medicinali impiegano un certo lasso di tempo per fare effetto, di solito circa due settimane, ma a volte anche di più.
Può avere maggiori probabilità di avvertire tali pensieri:

  • se in precedenza ha già avuto pensieri suicidari o autolesionistici;
  • se è giovane (la disoccupazione giovanile in questo paese è al 43,7%, i dati provenienti dagli studi clinici hanno dimostrato un rischio più elevato di comportamento suicida in adulti con meno di venticinque anni, ma non credo che sia il suo caso, lei, se non sbaglio, uno straccio di lavoro ce l’ha, e va per i quarantatré).

Se in qualsiasi momento dovesse avere pensieri suicidari o autolesionistici, contatti immediatamente il medico o si rechi subito in ospedale. Può esserle d’aiuto raccontare a un parente o a un amico intimo del suo stato depressivo, e chiedergli di leggere questo foglio illustrativo. Nel caso abbia già riempito la vasca di acqua calda e affilato le lamette, o sta fissando il vuoto dal terrazzo di casa sua come un pesce in preda ai ricordi d’infanzia che si sporge sull’orlo di un molo, le lascio il mio numero di telefono, può chiamarmi in qualsiasi momento.
Segni e sintomi della sindrome serotoninergica possono includere una combinazione di: irrequietezza, allucinazioni, perdita di coordinazione, battito cardiaco accelerato, aumento della temperatura corporea, sbalzi rapidi della pressione del sangue, riflessi iperattivi, diarrea, nausea, vomito, coma. Se pensa di avere la sindrome serotoninergica, cerchi immediatamente assistenza medica.
Non guidi e non usi strumenti o macchinari finché non conosce quali effetti Maulberzius Uno ha su di lei. Non faccia stare in ansia sua moglie più di quanto non succede abitualmente, si comporti da uomo assennato e non si metta a discutere col primo stronzo che le taglia la strada.
Prenda Maulberzius Uno alla stessa ora ogni giorno, al mattino o alla sera. Le capsule devono essere ingoiate intere con un liquido e non devono essere aperte, rotte, masticate né sciolte.
Deve prendere Maulberzius Uno con del cibo.
Se dimentica di assumere una dose di Maulberzius Uno, la assuma appena se ne ricorda. Tuttavia, se deve assumere la prossima dose quando si accorge della dose dimenticata, salti la dose dimenticata e prenda una sola dose come fa solitamente. È un discorso un po’ complicato per lei che si sente chiaramente sotto choc, ma sono sicuro che rileggendo la frase con calma riuscirà a venirne a capo.
Non sia ingordo, non assuma in un’unica giornata più della quantità di Maulberzius Uno giornaliera che le è stata prescritta.
Non interrompa il trattamento né riduca la dose senza il parere del medico anche se si sente meglio. Ne dubito, conoscendola, ma non si sa mai.
Se il medico ritiene che lei non ha più bisogno di Maulberzius Uno, può chiederle di ridurre la dose gradualmente prima di interrompere il trattamento.
Come tutti i medicinali, Maulberzius Uno può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.
Se si verifica uno qualsiasi degli effetti di seguito riportati, non prenda altro Maulberzius Uno. Si rivolga immediatamente al medico, o si rechi al pronto soccorso dell’ospedale più vicino.

– Costrizione toracica, sibilo, difficoltà a deglutire o a respirare.

– Gonfiore di volto, gola, mani o piedi.

– Sensazione di nervosismo o ansia, capogiro, sensazione di pulsazione, improvviso arrossamento della pelle e/o sensazione di calore (wow!).

– Rash intenso, prurito, o orticaria, chiazze in rilievo di pelle rossa o pallida che spesso danno prurito.

Non si preoccupi se osserva piccole palline bianche o granuli nelle feci dopo l’assunzione di questo medicinale. Dentro Maulberzius Uno ci sono degli sferoidi che contengono il principio attivo. Questi sferoidi vengono rilasciati dalla capsula nello stomaco. Mentre procedono attraverso lo stomaco e l’intestino, il Maulberzius viene lentamente rilasciato. Il “guscio” degli sferoidi non si dissolve e viene eliminato nelle feci. Quindi, anche se osserva degli sferoidi nelle feci, la dose di medicinale è stata assorbita. Non trova che tutto questo assomigli a uno di quei gagliardi film di fantascienza degli anni Cinquanta, tipo Il pianeta proibito?
Elenco completo degli effetti indesiderati:

– Feci di colore nero catrame.

– Perdita di peso, aumento del colesterolo.

– Bocca secca, cefalea.

– Sogni anormali, diminuzione della libido (posso essere d’accordo con lei che la realtà è un tormento amarissimo, che il mondo e la vita sono circondati da un’aurea di derisoria assurdità, e che in tutta questa fanghiglia di autocommiserazione lei abbia finito per includere pure il sesso, ma mi creda, a volte un sollazzo destinato a svanire in un breve lasso di tempo – … e cos’è il tempo di un amplesso, starà pensando, a confronto dell’infinito tempo sovrastorico dell’universo, accidenti! – è sempre meglio che guardare il soffitto con quel musone scuro e con le dita intrecciate sulla pancia, o no?).

– Tremore, confusione, sensazione di distacco da se stessi e dalla realtà (sai che novità).

– Visione annebbiata, sensazione di alterazione del gusto, ronzio nelle orecchie.

– Sbadigli, nausea, digrignamento dei denti, diarrea.

– Sudorazione.

– Eiaculazione anormale, assenza di orgasmo, disfunzione erettile (amico, una volta nella vita può capitare a tutti, lei perlomeno avrà una scusa).

Tenere Maulberzius Uno fuori dalla portata e dalla vista dei bambini. Non è il caso che assuma il medicinale in presenza di uno qualsiasi dei suoi colleghi di lavoro. Quelli lì sono degli inguaribili stronzi, nonché pettegoli della peggior specie, potrebbero mettere in giro delle voci sul suo conto e lei potrebbe di colpo diventare oggetto del loro scherno, insomma, il classico zimbello da torturare in pausa pranzo.
Non usi Maulberzius Uno dopo la data di scadenza che è riportata sulla confezione. Questo medicinale non richiede particolari condizioni di conservazione.
I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che non utilizza più. Questo aiuterà a proteggere l’ambiente.
Quanto a me, ecco, avevo in mente tante belle idee per il futuro: scrittore, giornalista, sa il cazzo che cosa avrei potuto fare con questa testa. E invece il mio talento ingegnoso è finito al servizio di una multinazionale del farmaco. E tutto questo perché un bel giorno mi sono ritrovato con le spalle al muro, in questa complicatissima lotta per l’esistenza che lei sicuramente conosce meglio di me. Comprare una casa, fare figli, mettere insieme il pranzo con la cena, roba così. Non è vero? E perciò adesso sono fuori dalla fila, ho messo in soffitta tutte le mie aspirazioni, e passo le giornate a scrivere fogli illustrativi che di norma non legge nessuno. Un lavoro che risponde a un obbligo di legge, un lavoro così frustrante che cerco ogni momento di dargli un senso.
Le faccio un esempio. Non ho più le tonsille dall’età di tre anni, questa credo sia una buona spiegazione per i miei frequenti mal di gola. Perciò faccio uno sfrenato uso di pastiglie per il mal di gola. Mi è capitato in passato di scrivere per le pastiglie per il mal di gola (i miei colleghi più fortunati possono dire frasi come “scrivo per il teatro”, o “scrivo per la televisione”, ecco caro amico, io al massimo posso affermare che “scrivo per le pastiglie per il mal di gola”, questa è la mia condizione, capisce?). Questa tendenza mi ha dato modo di sviluppare un nuovo postulato di Murphy che riguarda le scatole di pastiglie per il mal di gola, ma che può essere applicato, per estensione, a tutte le confezioni di medicinali, e un po’ anche al senso complessivo del mio lavoro. Dunque, il nuovo postulato di Murphy fa così:

Se è vero che all’interno di ogni scatola di pastiglie per il mal di gola c’è un lato in cui è ripiegato il foglio illustrativo, stia certo che lei tenterà di aprire la scatola SEMPRE e SOLO dal lato del foglio illustrativo.

Questo non capita, è evidente, solo con le scatole di pastiglie per il mal di gola, ma più o meno con ogni tipo di medicinale. Non trova anche lei che in tutto questo ci sia una specie di amabile beffa? È come se ci sia un disegno complessivo e il dio dei foglietti illustrativi se la spassasse a guardarci da lassù, mentre replichiamo in eterno gli stessi errori. Una cosa infantile e forse veramente innocente, anche se quel che ci provoca è autentica rabbia. E da che deriva la frustrazione se non dalla rabbia? Non sono certezze imbecilli le mie, sa. Si è mai chiesto, caro amico, come ha fatto ad arrivare a questo punto? A maneggiare, voglio dire, questa confezione di antidepressivi? Ha mai considerato tutti i passaggi? Quel genere di cose che possono essere riassunte per schemi, nel suo caso (a ogni buon conto anche nel mio): aspirazione – delusione – rabbia – frustrazione – depressione? Il suo problema è che da una vita apre le scatole dalla parte sbagliata. Lei è l’artefice di questa crudeltà!
Perciò ora mi ascolti. Si alzi dal letto, si affacci alla finestra. È la mattina di Natale, e nella strada c’è un silenzio ottocentesco. Lo faccia molto lentamente, come se succhiasse un cubetto di cioccolato fondente con l’intenzione di ghermirne l’anima. Lo vede il mondo? Il nostro austero, caro mondo? Questa fetta di suolo sferzata dal freddo di dicembre? La sua debolezza fisica, tutte le scatole aperte dalla parte sbagliata, le hanno fatto perdere i contorni delle cose, la costringono ogni volta a rimetterle a fuoco. Ascolti me, esca da quella calotta cranica che la imprigiona, consideri le cose per quello che sono. Il ragazzino con la bicicletta nuova è un ragazzino in bici. L’albero di Natale al centro della piazza è un albero di Natale. Tutto ciò che crede di vedere in più non è che pastoia, schiuma della sua mente. Lei non è stato messo al mondo per correre fino a portarsi fuori dalla gittata delle frecce. Il ragazzino in bici, l’albero di Natale, non sono stati concepiti per mirare e sparare alla sua schiena. Deve essere disposto a sacrificare qualcosa. Sacrifichi la sua infelicità. La sua paura. Questa merda che la obbligano a ingoiare ogni mattina insieme ai biscotti della prima colazione la renderà tutto gonfio come un rospo, non servirà a restituirle la fiducia in se stesso e nelle persone, urlerà invocando la morte e non ci sarà niente da fare.

Il mondo, amico mio, il mondo.

Questo medicinale è stato autorizzato negli Stati Membri dello Spazio Economico Europeo.

Questo foglio illustrativo è stato approvato nel: Dicembre 2015.

©Andrea Pomella

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