Flashback 135 – Venerdì

Cronaca del viaggio in una terra sconosciuta tra immagini e parole

Cronaca del viaggio in una terra sconosciuta tra immagini e parole

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Enzo Jannacci è morto di venerdì santo, qualche ora dopo Lacca. O forse, è stato Lacca a morire qualche ora prima di Enzo Jannacci. Jannacci è quello che canta del Bonzo che si dà fuoco, del cecato che fa da palo nella Banda dell’Ortica, del Silvano, di Vincenzina e della fabbrica. Jannacci è il cantante della Milano degli ultimi, di quella Milano che lui e Gaber conoscevano tanto bene e di cui oggi sembra non esserci più traccia. Invece Lacca è, era, il mio gatto bianco. A dire il vero, non era nemmeno mio. C’eravamo scelti, come spesso accade nella vita. Il primo è morto in un letto d’ospedale, circondato dalla sua famiglia; il secondo è morto solo come un gatto, sotto le ruote di un auto. Nessuno dei due, il terzo giorno, è resuscitato.

© Marco Annicchiarico

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