in-side stories #5 – Il pieno, per favore

berlino 2011 - foto gm

In-side stories #5 : Il pieno, per favore

Il tizio finisce di lavorare, corre a casa recupera la macchina e parte. Da Milano verso L’Emilia, lo aspetta una serata con gli amici, una sera d’estate come si deve. Entrando in autostrada si accorge di due cose: di aver poca benzina e di non aver prelevato. Pazienza, pensa il tizio, farà rifornimento più tardi e preleverà all’arrivo. Passa l’area di servizio San Zenone, passa Lodi, passano musica orribile alla radio, e ed eccola lì, all’orizzonte: Area di servizio Somaglia est. Hanno un ottimo Autogrill, si fermerà lì. La Esso gli sta un po’ sulle balle, ma non è che le altre siano meglio. Del resto da qualche parte bisognerà pur rifornire. Pompa numero sette.  «Buongiorno,  quanto le faccio?» «Il pieno per favore.» «Verde?» «Verde, grazie.» Il tizio è proprio contento di fare un giro fuori Milano, è un bel pomeriggio e non c’è traffico.
«Ecco fatto, sono ottantadue euro, può andare dentro a pagare alle casse.» «Grazie.» Il tizio entra nello Shop, e chiede di pagare per la Pompa numero 7, porge la tessera. La cassiera pone la domanda rituale: «Carta o Bancomat?» Il tizio mentre risponde automaticamente Bancomat fa in tempo a domandarsi come mai in quella domanda lì che fanno in tutti i posti, dicano sempre Carta prima di Bancomat, per quale meccanismo. Digita il pin, la solita attesa. «Qui dice autorizzazione negata» «Che strano, vabbe’ provi come Carta di Credito.» Nuova attesa, il testo del messaggio non cambia, l’autorizzazione è di nuovo negata. I primi segnali di panico cominciano a intravedersi sulla faccia del tizio, ed è a quel punto che entra in scena Nazisciura. Nazisciura, si intuisce subito essere la proprietaria della baracca. Avrà settant’anni, piccolina,  ma uno sguardo capace di incenerirti all’istante. «Allora, ascolti come facciamo: prendiamo la mia macchina (la sua lascia qui parcheggiata) e andiamo al Bancomat in paese, può provare a prelevare lì.» Il tizio, sempre più pallido, acconsente e intanto pensa che il giorno seguente dovrà andare in Banca a litigare, perché non è possibile, che cazzo di figura di merda, che i soldi sul conto ce li ha, che è in ritardo, che sta sudando. Naturalmente la risposta è la stessa anche allo sportello automatico. Il panico è alle stelle, il tizio si sente in dovere di proporre alla Nazisciura (che ormai lo guarda sempre più in cagnesco) una soluzione ragionevole: «Mi scusi signora, se ha un computer, io posso entrare nel mio conto on-line, le mostro il saldo, le faccio un bonifico all’istante e siamo tutti contenti.» Ma Nazisciura non la pensa così: «Lei deve essere matto, sa quanta gente mi ha fatto il bonifico e il giorno dopo l’ha revocato? Lasci perdere.» «Allora come facciamo?» Faccia e tono cadaverico. «Me lo dica lei, sì me lo dica lei come facciamo.» Tornano, intanto, al distributore, il tizio prova a telefonare a uno degli amici che sta per raggiungere, che cavolo è a cento chilometri ma una mano verrà a dargliela. Quattro telefonate vanno a vuoto. Poi l’amico richiama: «Scusa se non ti ho risposto ma sono a un corso di Fisica Quantistica.» Il tizio non può fare a meno di sorridere, pensa che quel suo amico lì lo stupisce sempre «Niente, volevo dirti che sono in ritardo, ho un problema col Bancomat al distributore, insomma una figura di merda, ma tranquillo che arrivo, tu sei troppo lontano, ce la faccio in qualche modo, a dopo.» Sì, ma in che modo? Il panico è totale, il pensiero dei Carabinieri o della Polizia è sempre più frequente, lo denunceranno e tornerà poi a portare i soldi, andrà in Banca, dimostrerà. Suda e ha sete, capisce per la prima volta l’ansia che prendeva David Foster Wallace quando (cioè sempre) sudava copiosamente. Merda, ha paura di chiedere alla Nazisciura un po’ d’acqua. Ormai, oltre a lei, anche le due cassiere e il tipo che l’ha rifornito lo guardano male. Ma che cazzo. Lampo, un’idea, si ricorda che a trenta chilometri da lì abita una cara amica. La chiama, le spiega, lei arriverà con i soldi. Nel frattempo con Nazisciura parzialmente tranquillizzata, si appoggia al cofano dell’auto e fa tutta una serie di pensieri: «Io questa vecchia stronza la uccido, i miei amici penseranno che non ho soldi sul conto, poveretta chissà quante volte l’avranno fregata, che brutte quelle due cassiere lì, non arriverò mai in tempo, domani mattina piomberò in Banca con una Molotov, mi sentiranno cazzo, arriverò in super ritardo, vaffanculo a me che non ho prelevato oggi pomeriggio, me ne sarei accorto, questa è proprio una di quelle cose da raccontare, magari è solo smagnetizzata, però il bonifico poteva accettarlo, dovrò offrire una cena alla mia amica salvatrice, Cavani sarà irrimediabilmente venduto, fa veramente caldo, se potessi me ne tornerei a casa,  la Fisica Quantistica deve essere una figata pazzesca se ben applicata, ma applicata a cosa? Prendo quell’estintore laggiù e le schiumo  tutte, ‘ste stronze.» L’amica arriva, passa i soldi e un abbraccio, quanto basta. Paga alla cassiera saluta la Nazisciura che nemmeno lo guarda. Mette in moto e riparte, l’avviamento di un motore può essere un rumore bellissimo. Passerà poi una bella serata. La mattina dopo il tizio va in Banca e chiede al Punto Informazioni: «Scusi, ho un problema con la Carta di Credito, a chi posso rivolgermi?» Punto Info risponde: «A lei chi la segue?» Il tizio si volta, poi sorride e capisce che anche quella che seguirà non sarà  una giornata molto diversa dalla precedente.

© Gianni Montieri

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Daniele Silvestri: Datemi un benzinaio (album Daniele Silvestri 1994)

Su questa stupida autostrada del sole come era logico aspettarsi piove
e con la pioggia l’automobile sbanda, una vocina dentro dice rallenta
90, 80, 70, 60, 50, 40, 30, 20
perfino i fari mi si sono spenti, perfino i fari mi si sono spenti.
Con gli autotreni che mi schizzano accanto
e lo specchietto che si riempie di bianco che acceca
è una fatica rimanere sereno, è una fatica troppo grande temo

La testa è pesante, è pesante, è pesante, sembra fatta di roccia
e di benzina ho solo qualche goccia, che guaio…

Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò
Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò…
Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò…
Datemi un benzinaio, un benzinaio

Porca puttana è pure sabato sera e non vorrei finire in cronaca nera
andare a venti all’ora in questo casino c’è solo il rischio che mi investa qualcuno.
E allora 40, 50, 60, 70, 80, 90, 100 ,
ma che cos’è questo rumore che sento ? Oddio ! Anche il motore ha reso l’anima a Dio.

Mi ci vorrebbe almeno un’area di sosta non tanto l’area, quantomeno una sosta
forzata, dati gli ultimi eventi, motore rotto e fari quasi spenti
ci vuole pazienza, pazienza, procedere lentamente sulla corsia d’emergenza
ma pensa che guaio…

Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò
Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò…
Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò…
Datemi un benzinaio, un benzinaio

Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò
Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò…
Datemi un benzinaio, datemi un benzinaio, aiò…
Datemi un benzinaio, un benzinaio

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5 comments

  1. Spettacolo in crescendo! Unico difetto (da me creato) averlo letto di mattina: di che giorno si tratterà? Grazie, Gianni.
    c.

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