Cinque poesie da “Ricordi del futuro” di Mario Meléndez (L’arcolaio, 2013)

* * *

Arte Poética

Una vaca pasta en nuestra memoria
la sangre escapa de las ubres
el paisaje es muerto de un disparo

La vaca insiste con su rutina
su cola espanta el aburrimiento
el paisaje resuscita en cámara lenta

La vaca abandona el paisaje
continuamos escuchando los mugidos
nuestra memoria pasta ahora
en esa inmensa soledad

El paisaje deja nuestra memoria
las palabras cambian de nombre
nos quedamos llorando
sobre la página en blanco

La vaca pasta ahora en el vacío
las palabras están montadas sobre ella
el lenguaje se burla de nosotros

Arte poetica

Una mucca pascola nella nostra memoria
il sangue scappa dalle mammelle
il paesaggio è ucciso da uno sparo

La mucca insiste nella sua routine
la sua coda spaventa la noia
il paesaggio risuscita al rallentatore

La mucca abbandona il paesaggio
continuiamo a sentire i muggiti
la nostra memoria adesso pascola
in quell’immensa solitudine

Il paesaggio lascia la nostra memoria
le parole cambiano nome
ci soffermiamo a piangere
sulla pagina in bianco

Ora la mucca pascola nel vuoto
le parole stanno sulla sua groppa
il linguaggio si burla di noi

 

Recuerdos del futuro

Mi hermana me despertó muy temprano
esa mañana y me dijo
«Levántate, tienes que venir a ver esto
el mar se ha llenando de estrellas»
Maravillando por aquella revelación
me vestí apresuradamente y pensé
«Si el mar se ha llenado de estrellas
yo debo tomar el primer avión
y recoger todos los peces del cielo»

Ricordi del futuro

Mia sorella mi ha svegliato molto presto
stamattina e mi ha detto
«Alzati, vieni a vedere
il mare si è riempito di stelle»
Meravigliato per quella rivelazione
mi sono vestito in fretta e ho pensato
«Se il mare si è riempito di stelle
io devo prendere il primo aereo
e raccogliere tutti i pesci del cielo»

 

Sangre en el exilio

Cuando llegó el invierno a Chile
miles pájaros volaron con la primera lluvia
estaban asustados entre la sombra y la muerte
y preferieron emigrar con sus vidas hacia oras vidas
Tomaron el primer avión, desasperados
se arrojaron a los muelles persiguiendo barcos
cruzaron las montañas huyendo de las lanzas
y dejaron atrás la patria y a los herederos del hambre
Algunos no despegaron jamás
les arrancaron las alas en el intento y la lucha
desaparecieron con nombre y apellido
bajo los árboles de hierro
los encerrron en jaulas por especies
y cuando años después los encontraron
tenían la caricia del cuervo enre sus plumas
Los otros, los perseguidos
los pájaros del pueblo que lograron atravesar la muerte
debieron acostumbrarse a volar de otra manera
a sentir de otra manera, a respirar de otra manera
La tierra ejena los había recibido
la tierra amiga los invitaba a su mes
a compartir el pan y sus dolores
Muchos incluso en la agonía
soñaron con  ver la patria por última vez
pero la patria también agonizaba
había querido volar con sus alas rotas

Sangue nell’esilio

Quando arrivò l’inverno in Cile
migliaia di uccelli volarono con la prima pioggia
erano impauriti tra l’ombra e la morte
e preferirono emigrare con le loro vite verso altre vite
Presero il primo aereo, disperati
si lanciarono sui moli inseguendo navi
attraversarono le montagne fuggendo dalle lance
e lasciarono indietro la patria e gli eredi della fame
Alcuni non decollarono mai
strapparono loro le ali tentando di lottare
scomparvero con nome e cognome
sotto gli alberi di ferro
li rinchiusero in gabbie per specie
e quando anni dopo li trovarono
avevano la carezza del corvo tra le penne
Gli altri, inseguiti
gli uccelli del paese che riuscirono ad attraversare la morte
dovettero abituarsi a volare in un altro modo
a sentire in un altro modo, a respirare in un altro modo
La terra estranea li aveva accolti
la terra amica li invitava a tavola
a dividere il pane e i suoi dolori
Molti persino nell’agonia
sognarono di veder la patria per l’ultima volta
ma la patria pure agonizzava
aveva voluto volare con le loro ali rotte

 

Mi pueblo

Mi pueblo tiene frío cada día del año
tiene hambre y sed y juventud
Mi pueblo es un pedazo de adera
de cama que no alcanza para cquatro o para ocho
Mi pueblo tiene lluvia y viento
tiene caras dibujadas con ceniza
tiene manos que aplauden para no morirse
Mi pueblo no tiene nombre
no tiene edad ni edades
no tiene calles ni sonrisas
Mi pueblo no tiene Dios
la levadura y la sal vencieron a los santos
el agua de los grifos fue más pura que un iglesia
Mi pueblo es un resumen del amor cansado
es una biografia sin orillas ni rincones
un cadáver reciente
una copa que jamás será llenada
Mi pueblo tiene niños que parecen ancianos
y ancianos que se robaron los años
tiene mujeres con ojos apagados
y hombres cortados por la mitad
Mi pueblo tiene árboles sin troncos y sin hojas
tiene rosas que cambiaron su color
por un kilo de pan
Mi pueblo es na herida en el tiempo
una giutarra enferma y sorda y muda
una canción de nombres definitivamente tristes
definitivamente amargos
definitivamente olvidados en el gran sueño de la vida

Il mio paese

Il mio paese ha freddo ogni giorno dell’anno
ha fame e sete e gioventù
Il mio paese è un pezzo di legno
di letto che non basta per quattro o per otto
Il mio paese ha pioggia e vento
ha facce disegnate con la cenere
ha mani che applaudo per non morire
Il mio paese non ha nome
non ha età né tempi
non ha strade né sorrisi
Il mio paese non ha Dio
il lievito e il sale vinsero i santi
l’acqua dei rubinetti fu più pura di una chiesa
Il mio paese è un compendio dell’amore stanco
è una biografia senza rive né angoli
un cadavere recente
un bicchiere che non sarà mai riempito
Il mio paese ha bambini che sembrano vecchi
e vecchi che si rubarono gli anni
ha donne con occhi spenti
e uomini tagliati a metà
Il mio paese ha alberi senza tronchi e senza foglie
ha rose che cambiarono colore
per un chilo di pane
Il mio paese è una ferita nel tempo
una chitarra malata e sorda e muta
una canzone di nomi definitivamente tristi
definitivamente amari
definitivamente dimenticati nel grande sogno della vita

 

Para mayor seguridad

Vengan a ver mi poesía
no está hecha de material ligero
aguantará perfectamente el invierno
y en verano refrescará
las mentes y los cuerpos
Hay poderosas vigas entre cada verso
hay listones apuntalando mis palabras
Y si la lluvia desea entrar
pondré mis sueños en el techo
y taparé las goteras
con mi propio dolor

Per maggior sicurezza

Venite a vedere la mia poesia
non è fatta di materiale leggero
resisterà perfettamente all’inverno
e in estate rinfrescherà
le menti e i corpi
Ci sono travi potenti tra ogni verso
ci sono listoni che puntellano le mie parole
E se la pioggia desidera entrare
metterò i miei sogni sul tetto
e sigillerò le infiltrazioni
col mio dolore

 

MeléndezMario Meléndez (Linares, Chile, 1971). Ha studiato Giornalismo e Comunicazione Sociale. Tra i suoi libri figurano: Autocultura y juicio, Poesía desdoblada, Apuntes para una leyenda, Vuelo subterráneo, El circo de papel e La muerte tiene los días contados. Nel 1993 ottiene il Premio Municipale di Letteratura nel Bicentenario di Linares. Sue poesie appaiono in diverse riviste di letteratura latino-americana e in antologie nazionali e straniere. Agli inizi del 2005, è pubblicato nelle prestigiose riviste “Other Voices Poetry” e “Literati Magazine”. Nello stesso anno ottiene il premio “Harvest International” alla migliore poesia in spagnolo assegnato dall’University of California Polytechnic, negli Stati Uniti. Parte della sua opera è stata tradotta in italiano, inglese, francese, portoghese, olandese, tedesco, rumeno, bulgaro, persiano e catalano.
Ha vissuto a Città del Messico dove ha impartito lezioni di letteratura latinoamericana e realizzato diversi progetti culturali. Ha diretto la collana sui maggiori poeti latinoamericani per “Laberinto edizioni” e realizzato diverse antologie sulla poesia cilena e latinoamericana. Attualmente vive in Italia. Ha collaborato con l’Università di Urbino “Carlo Bo” dove ha tenuto alcune lezioni di poesia e lettaratura ispanoamericana.

* Mario Meléndez, Ricordi del futuro. Interventi di Manuel Cohen e Lorenzo Mari. Traduzione di Emilio Coco, L’arcolaio, 2013.

Qui puoi scaricare il pdf dell’articolo

10 comments

  1. Ben fatto, L’arcolaio!
    Mi sembra di quella semplice intensità che la poesia ha, se riesce, sempre in serbo. Quasi a salvare il mondo, come si direbbe. Grazie, saluti. Giampaolo Dp

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  2. Caro Fabio, sono in ufficio e posso commentare anch’io. Mi limito ai ringraziamenti a te e alla Redazione tutta di Poetarum silva. Passo il link a Mario, che vi dimostrerà la sua gratitudine. (Sta partendo per Venezia, per una lettura importante). Vostro Gianfranco. Grazie sempre per il vs sostegno!!!

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  3. Meléndez sarà a Venezia? quando Fritz?
    il libro è davvero bello, e lo dico da lettore e non da redattore, autore Arcolaio, amico tuo e tutto il resto. letto e riletto come è arrivato e non me ne separo da allora

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  4. Purtroppo, Mario è già ritornato a casa, nelle Marche. Mi dispiace non aver letto in tempo il tuo commento, Fabio. Sono felice, invece, che i testi siano stati di tuo gradimento. Da un fine lettore quale sei, il giudizio non è di poco conto. Ti abbraccio. Fritz!!

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    1. Che bello rileggere questi commenti! Grazie ancora, mio caro Fabiuz! Domani insieme a Mario e sua moglie Alba presenterò il nostro/suo bel libro. Prenderò pure preziosi contatti con il sud america, tramite un intellettuale che attualmente insegna a Urbino. Che bello, ne uscissero opportunità belle con autori di quel continente.
      Grazie infinite, Fabiuz nostro!!!

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  5. la presentazione di domani a Senigallia è la conferma che la poesia non ha tempo, e non si spegne nel giro di qualche mese. una raccolta di poesie resta ‘nuova’ sempre perché sempre potrà incontrare nuovi lettori, ed è ciò che accadrà domani.

    per quanto riguarda i “preziosi contatti”, mi auguro che possano essere preziosi non solo per gli autori sudamericani costà, ma pure per i nostri colà

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