Solo 1500 n. 64: Philip Roth e Wikipedia (o una lezione di scrittura)

Solo 1500 n. 64: Philip Roth e Wikipedia (o una lezione di scrittura)

Leggo un trafiletto sulla polemica nata tra lo scrittore americano Philip Roth e Wikipedia. Approfondisco quando su L’internazionale trovo un articolo sull’argomento uscito sul New Yorker.  È Roth che scrive una lettera aperta a Wikipedia per provare a correggere un errore riportato on-line circa l’ispirazione che egli avrebbe avuto riguardo il  libro “La macchia umana”. Wikipedia riportava come personaggio ispiratore il critico Anatole Broyard (voce ora cancellata), Roth sostiene nell’articolo che l’ispiratore della storia fosse un suo amico il Professor Tumin docente a Princeton. L’articolo  ha convinto Wikipedia (in inglese) ad apportare la correzione. Lo scrittore si era sentito rispondere in prima battuta “I understand your point that the author is the greatest authority on their own work,” scrisse l’Amministatore Wikipedia—“but we require secondary sources.”. Pazzesco. Quel che mi interessa a errore riparato è la maniera in cui Philiph Roth abbia “convinto” Wikipedia. L’articolo sul New Yorker è bellissimo, lo scrittore americano mentre si difende regala una lezione di scrittura, di tecnica di costruzione del romanzo. Roth spiega in che maniera all’ispirazione iniziale si aggiungano dettagli, come questi si amplino, come si tratteggino i personaggi, quanto sia importante l’invenzione. Mi sono tornati in mente alcuni amici che negli ultimi due/tre anni mi hanno parlato di Roth come di uno scrittore sopravvalutato. Beh, io non lo so. So di amare molto alcuni suoi libri. Credo abbia scritto almeno tre capolavori: Pastorale americana, Lamento di Portnoy e Complotto contro l’America. Ne ha scritti altri molto belli e alcuni che non mi sono piaciuti. Se, però, mi chiedete: “Roth è uno dei maggiori scrittori degli ultimi cinquant’anni?” La mia risposta è: Sì.

Gianni Montieri

Il link all’articolo di Roth sul New Yorker

8 comments

  1. Non ho apprezzato la lettera di Roth: prolissa, egoica e fuori tema. Per tenere lezioni di scrittura Roth non avrebbe bisogno di attaccare Wikipedia, non avendone capito la natura e il funzionamento. Wikipedia non è la Treccani: se qualcuno ritiene che una voce contenga un errore, non deve fare altro che modificarla – io l’ho fatto diverse volte -, non deve certo contattare la redazione, magari tramite un “intermediario ufficiale” (cito a memoria, ma di certo l’oscura espressione faceva pensare al negoziato per il rilascio di un sequestrato…). Non mi sembra strano che un’enciclopedia, che tratta anche di persone viventi, non prenda in considerazione le indicazioni autobiografiche dei diretti interessati. Altrimenti ogni politico, per esempio, potrebbe imporre la propria interpretazione delle proprie scelte. Si aprirebbe un fronte di crisi inarginabile. Peraltro Wikipedia, in quanto enciclopedia, sistematizza il sapere, e non fa critiche o recensioni letterarie originali. Quanto era scritto su Roth non era certo l’idea di qualche “redattore”, ma sarà stata un’informazione tratta da qualche fonte, che certamente era citata. Non conosco in dettaglio la vicenda, ma mi stupirei che così non fosse. Nell’ambito di un progetto del genere, le indicazioni di un “diretto interessato” valgono quanto quelle di qualunque altro utente, e non potrebbe che essere così. Una persona potrebbe avere mille motivi per negare o affermare qualcosa su se stesso, in contraddizione con quanto è certificabile tramite altre fonti attendibili. L’autocertificazione non conta e non deve contare niente. Tuttavia è possibile che le rimostranze di Roth – in quanto utente – abbiano indotto i “redattori” a fare ulteriori verifiche delle fonti relative all’argomento, e decidere di modificare la voce in questione. Che poi Roth sia un grande, grandissimo, o mediocre scrittore, questo è un altro discorso.

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    1. Ammettiamo che Roth non sapesse o non avesse voglia di modificarsi la voce da solo, prima dell’articolo ha contattato Wikipedia in privato e la risposta – in ogni caso – tenendo presente i principi sacrosanti sui quali si basa Wikipedia – la risposta dell’amministratore di Wiki in inglese è una cagata pazzesca, se non altro è ridicola. Che poi Roth sia stato egoico e estremamente puntiglioso è vero, tutto questo toglie nulla al fatto che l’articolo sia bellissimo e che grazie all’articolo l’errore – molto grave – secondo me sia stato corretto. Più che altro bisognerebbe chiedersi se avesse lo stesso problema uno meno noto, che non possa scrivere sul New Yorker, chi se lo cagherebbe?
      “abbiamo bisogno di altre verifiche” non vuol dire niente, perché se io stamattina entro in wikipedia e modifico tutte le citazioni riguardo – ad esempio – a Foster Wallace passerebbero settimane se non mesi prima che queste vadano a posto

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  2. Penso che se Wikipedia è stata definita “più attendibile dell’Enciclopedia Britannica” è grazie a regole ferree che ne garantiscono il funzionamento, l’indipendenza e l’autorevolezza – come quella che trapela dalla risposta secca ricevuta da Roth. E comunque l’errore più grave per me è stato quello della redazione di “Internazionale”, che affibbiando il titolo “Wikipedia mi hai deluso” ha trasformato una lettera confusa e autoreferenziale in un attacco deliberato a Wikipedia; che a mio avviso è uno degli esiti più apprezzabili che internet abbia prodotto, nient’affatto “deludente”: un’enciclopedia universale, senza proprietari, redatta esclusivamente dagli utenti, modificabile da chiunque e senza gerarchie, che nonostante questi aspetti ‘anarchici’ rimane “più attendibile dell’Enciclopedia Britannica”. Quanto a difendersi, prima di tutto bisognerebbe essere bravi a capire se è veramente il caso di sentirsi attaccati: ed eventualmente a trovare modi non impropri di intervenire. Altrimenti si rischia di fare la figura di Carofiglio; e, soprattutto, di spendere energie sproporzionate per ottenere un risultato che sarebbe stato perseguibile in modo più semplice e pacifico, e senza inutili animosità. Ci sarebbe anche da dire che Roth ha trasformato un attacco indebito a Wikipedia (sentendosi, a torto, maltrattato) in un’occasione di autopromozione planetaria.

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    1. Carlo, capiamoci: Su Wikipedia, sulla sua importanza e serietà, sono d’accordo con te, però credo che se un autore ti contatta (non il primo pirla) tu debba ascoltarlo, anche se l’autore mentisse sulla sua ispirazione, sarebbe responsabilità sua.
      Sono d’accordo con te anche sul titolo in italiano: sbagliato.
      E, guarda un po’, sono d’accordo con te anche sul fatto che l’articolo di Roth sia promozione a livello planetario, ma lo è per entrambi – ammesso che ne avessero bisogno.

      Ma sottolineo – ancora una volta – che pochi possono permettersi in tre paginette discrivere così come Roth ha scritto

      Lasciamo Carofiglio lì dove sta a galassie di distanza da Roth

      grazie

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  3. Rimane il fatto che la nuova musa, e fonte di notizie per studenti pigri, Wikipedia è affidabile fino a un certo punto. La rete è diventata un enorme blob. Bisogna saper scegliere e difendersene.

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