Solo 1500 n. 28 – Due ore al Natale 2012

Solo 1500 n. 28 – Due ore al Natale 2012

Mancavano due ore al Natale. Suo padre e due zii giocavano a scopa. Dai commenti e risatine, sembrava, in maniera molto improvvisata. Sua madre e altre due zie lavavano i piatti,  rapidamente, per poi correre alla messa di mezzanotte. Sua sorella, suo cognato e, purtroppo, suo nipote erano a cena altrove. La verità è che a lui non gliene era mai fregato un cazzo del Natale. Eccetto il tempo necessario, quello dell’infanzia, insomma i regali, Babbo Natale, l’albero e tutte quelle minchiate lì. Ora toccava sorbirsene un altro: la previsione dei Maya, si era rivelata sbagliata. C’era una sola speranza che avessero sbagliato i calcoli solo di qualche giorno, la fine del mondo poteva magari compiersi proprio quella sera, prima della mezzanotte. Risparmiando a Gesù la scenetta della rinascita e al resto del pianeta la pantomima degli auguri. Allora come diceva la sua amica Giulia, sarebbero stati tutti lì, stesi su un prato con del buon vino ad aspettare. Gli antichi matematici, perfetti calcolatori, non si sarebbero fatti attendere: scaraventando dall’alto, sulle teste, sulle vite,  tonnellate di margarina (nemesi della nemesi) acida. Ne sarebbe venuta giù talmente tanta che, finalmente, la storia della manna sarebbe stata ridotta allo status di semplice cazzata. Un’ora e mezza al Natale e stava pregando un Dio serpente. Sua zia lo stava invitando a giocare a tombola. Tutto questo era folle. Sua zia, insistendo, diceva: Dài vieni, come quando eravate tutti bambini, ti ricordi come eravamo felici?

Gianni Montieri

10 commenti su “Solo 1500 n. 28 – Due ore al Natale 2012

  1. “ti ricordi come eravamo felici?”

    No. Anzi sì. Comunque margarina.

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