Saverio e tu cosa diresti?

Saverio e tu  cosa diresti?

Se ti ripenso, negli ultimi anni, steso a letto, sempre su un fianco, sempre lo stesso, la televisione  accesa e d’inverno, la zazzera bianca (solo quella) che usciva da sotto le coperte. Ancora mi arrabbio, ma ormai poco, se penso al modo in cui rinunciasti a vivere. In fondo cos’era stato poi? Una caduta dalla bici, da fermo peraltro. Tu che eri super attivo anche a quell’età, avresti dovuto riprenderti in poco tempo, una rottura del femore è nulla. Invece rinunciasti, ti adagiasti. Dicevi che la fisioterapia ti dava troppo dolore. Fosti debole, nonno, o soltanto stanco. Vabbè, è andata come è andata. Ogni tanto mi manchi, non sempre, ma ogni tanto sì. Stavi fermi a letto ma ti incazzavi ascoltando le notizie. Il telegiornale lo chiamavi: ‘O giurnale radio. Evocando in me scene che si svolgevano in vecchie cucine, durante e dopo la guerra. Quelle bellissime radio. Ti incazzavi per il Napoli ma soprattutto per la politica. Quando sentivi, già a quel tempo, anni ottanta, parlare di manovre finanziarie, debito pubblico, blocchi di pensioni, ti giravano le balle sul serio. Dal letto gridavi (e non sempre ti si capiva) che erano tutti mafiosi. La nonna ti diceva di smetterla. Ma tu non la smettevi e giù insulti: Andreotti mariuolo, Spadolini mariuolo. De Mita l’avresti fatto secco, su Craxi non ti pronunciavi, non l’avevi inquadrato bene. Ti piaceva Berlinguer dicevi che era uomo d’onore. Ma a volte ti incazzavi anche con lui. Come facevi con i ciclisti durante il Giro d’Italia, durante le salite. Con i tuoi preferiti ti arrabbiavi ma per esortarli. Mi ricordo a un Giro, vinse Battaglin, certo non uno dei più forti di sempre, che ti entusiasmò. Andasti avanti settimane a dire: “So’ cuntento, ha vinciuto Battaglin, ‘o guaglion’ se l’ha faticat’ “. Ti affezionavi a certi personaggi piuttosto che a altri. Odiavi Beppe Savoldi. Sono vent’anni che non ci sei più e quando leggo le notizie sui giornali, ogni tanto, ti penso, penso a cosa diresti. Su gente come Alfano, Cicchitto, Gasparri, per non parlare di Bossi. Troveresti ridicolo Bersani. Odieresti Silvio e pure questo Papa. Ogni tanto, di nascosto dalla nonna, me lo dicevi che i preti ti stavano sulle scatole, poi ridevi. E, ti abbiamo visto, nonno, quando imbrogliavi nel dire il Rosario. Non te ne fregava una mazza ma non camminavi, non potevi scappare da nessuna parte. No, non ti piacerebbero  questi politici, nemmeno i programmi TV. A te piaceva, Corrado. E di Pippo Baudo dicevi: Nù professionista, sape faticà. Non ti piacerebbero un sacco di cose come non ti piacevano allora. Forse adesso proveresti un disprezzo maggiore o magari non te ne fregherebbe più nulla. Altre cose che ricordo di te: quando si passava dall’ora legale alla solare o viceversa, andavi avanti i mesi successivi a ripetere come litania: Mò fossen ‘e tre, mo fossen’ ‘e quatt’. Prima, invece, andavi al bar a giocare a carte: scopa o tressette. Eri bravo ma non abbastanza, quando avevi in mano una carta che contava, ti si illuminava il viso. Nonno, ti facevi beccare.

Gianni Montieri

10 commenti su “Saverio e tu cosa diresti?

  1. mio nonno era unico. Quando quasi non parlava più, riusciva urlare contro il telegiornale. Ogni tanto “uso” la mia famiglia per riflettere. pe capì

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  3. Per questi bellissimi ricordi ti sento vicinissimo. I ricordi sono il sale della vita.

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