Solo 1500 n. 23: fotografie di un terremoto scattate da un bimbo di nove anni (23/11/1980)

Solo 1500 n. 23:  fotografie di un terremoto scattate da un bimbo di nove anni (23/11/1980)

Le immagini veloci nella mente. La prima: io e mio cugino che di pomeriggio dobbiamo andare a vedere un film di Bud Spencer “lo sceriffo extraterrestre”, all’ultimo momento non andiamo. Il cinema poi crollò. La seconda: io, mia sorella e i miei cugini che giochiamo a calcio nel cortile di mia zia. La terza: corriamo ma stiamo fermi sul posto, è il cortile a muoversi. Ridiamo. La quarta: Le urla, mia mamma, le mie zie, gli zii “Maronna ‘o terremoto!”.  La quinta: mia zia entra in cortile e sviene. La sesta: piangiamo un po’ tutti senza capire perché. La settima: Parlano di crolli, e, in Irpinia, di morti. L’ottava: Il telegiornale dice di passare la notte all’aperto. La nona: io ho un impermeabile e degli stivali (a nove anni? mah). La decima: Mia sorella è spaventata. Io faccio avanti indietro nel cortile con le mani i tasca. Fingo di essere grande, mi sa che mi diverto. L’undicesima: Il cortile ormai è pieno di macchine e di gente, è notte fonda. La dodicesima: Gli anziani stanno più vicini alle stufe, tutti hanno scialli, Raffaele un vecchio salumiere litiga con mia zia Carmelina su chi deve tenere i piedi più vicini alla stufa, cito testualmente: “Carmelì ma tu te ne vuò ì cù sti piedi ‘e l’uccello grifone”. La tredicesima: Arrivano i cugini grandi di mio padre, per far passare la nottata giocano a calcio in strada, davanti all’ospedale, mi lasciano giocare con loro. La quattordicesima: per noi bambini questa notte è un film. La quindicesima: Il cielo sopra di noi sembra finto, completamente bianco.

Gianni Montieri

10 comments

  1. Chioggia, 6 Maggio 1976… ore 21.00…ho 8 anni e due sorelline: una di 6 e una di 2 anni.
    Sto contando la pila di monetine che ho estratto dal salvadanaio dopocena.
    Cade improvvisamente. La mamma urla: “il terremoto”. Il papa’: “io prendo la piccola andiamo giù”. Dopo poco siamo in cortile, saliamo in auto e andiamo dai nonni che vivono vicino a noi.

    La mamma guida e ascoltiamo la radio. Il Friuli e’ stato distrutto. il Papa’ ci spiega che vivendo sulla laguna siamo fortunati perché la sabbia assorbe le onde sismiche e per dimostrarci la cosa ci fa vedere che una palla di gomma non rimbalza sulla spiaggia. La paura viene dominata da una rassicurante spiegazione scientifica.

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  2. Io ero già maggiorenne, all’ultimo anno di liceo … ricordo, ricordo … un saluto a quelle migliaia di morti, e a quelle migliaia di milioni di lire rubate sulla pelle di quei morti …
    Bel pezzo

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  3. Difficile dimenticare quel giorno, e anche quello che venne dopo. Impossibile dimenticare le case, al paese di mia madre, dove non sarei potuta più entrare. Sì, Gianni, quelle foto di un bambino di nove anni restano impresse in molte esistenze.

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