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  • Ostri ritmi #15: Barbara Korun

      Buče! Velike, okrogle, zlate! Brez števila! Polje buč! V mehkem zavoju se dvignejo predme, nenadno, ogromne. Od horizonta do horizonta same buče. Stebličevje in listje na polju posušeno v bakrene čipke, krhke, filigranske. In med njimi sij zlatih buč. Ta svetloba! Kot bi božala, kot bi žarki res imeli mehke dlani in v luči… Read more

  • Editi e inediti di Rodolfo Cernilogar

    TUTTO QUANTO Ti penso ogni giorno che dio manda in terra con la forza di una frase fatta l’inerzia di un meteorite non trova il suo pianeta per schiantarsi e farla finita ti penso ogni giorno senza una ragione (me ne sono andato) con colpa e vergogna un riflesso dentro un riflesso dentro un riflesso… Read more

  • Glen Sorestad, poesie tradotte da Angela D’Ambra

      Poesie da Acqua e roccia – traduzione di Angela D’Ambra Interludio: Poesie di Glen Sorestad   Primo mattino anticipazione ci accelera sull’acqua. Fervore fanciullesco scisso tra mondano e mistero, gli scenari così familiari, pure rinnovati ogni anno proprio come primavera. Gli occhi confermano di nuovo quelle immagini depositate nella memoria del cuore, cercano d’abbracciare… Read more

  • Inediti di Gaia Ginevra Giorgi

    . il mio mestiere ha a che fare con il silenzio – con il dolore elementare raccolto nelle stanze : ascoltare l’acqua che gonfia la terra, la luce che la filtra, misurare a lunghi sonni le radure saper battere in ritirata. scavarmi un buco nello sterno ritrovare i fili che mi portano le radici che… Read more

  • Caregiver Whisper 17

    Mio padre Sebastiano è morto l’11 novembre 2016 per le conseguenze di un adenocarcinoma. A Lucia, mia madre, è stato diagnosticato nel 2014 il morbo di Alzheimer. Quando si è ammalato, mio padre ha iniziato a raccontarmi la sua vita mettendo, così, ordine anche tra le testimonianze confuse di mia madre. Lei ha disimparato cose… Read more

  • Poesie di Ekaterina Grigorova (tradotte da E. Mirazchiyska e A. Alessandrini)

    Пощенска картичка Тук всичко е традиция – след трийсет и колко години всичко в този зимен курорт е запазило нивото си. Наблюдавам един мъж. Навремето го наричаха женчо. Беше най-хубавото момче от класа ни – един напет мъжчо, не женчо. И сега, тъкмо по обед, какъвто е навикът на изисканите дежавю-та, сред лятната градина на… Read more