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PoEstate Silva #42: Giovanna Iorio, Quattro racconti senza amore, IV
Quattro racconti senza amore 4. La cistite Il giorno prima Susan era stata una mamma perfetta: aveva fatto un enorme castello di sabbia insieme al figlio, inginocchiata per ore in riva al mare a scavare buche e a costruire torri, ponti e fortezze. Era venuto fuori un castello meraviglioso e quelli che passavano lo avevano… Read more
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PoEstate Silva #41: Jackie Kay, da “Compagna”
Fiere If ye went tae the tapmost hill, fiere, whaur we used tae clamb as girls, ye’d see the snow the day, fiere, settling on the hills. you’d mind o’ anither day, mibbe, we ran doon the hill in the snow, sliding and singing oor way tae the foot, lassies laughing thegither –how braw, the… Read more
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PoEstate Silva #40: Giovanna Iorio, Quattro racconti senza amore, III
Quattro racconti senza amore 3. Il gelato Per un po’ ci fu solo il gelato. Una coppa di vetro: cioccolato, crema, nocciola e poi panna montata e ancora cioccolato fuso. Senza sollevare lo sguardo, affondava il lungo cucchiaio di metallo nella coppa e con gli occhi socchiusi mangiava il suo gelato. Aveva i capelli corti,… Read more
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PoEstate Silva #39: Maurizio Bacchilega, da “Tornare a pensare”
Il mancato congedo del viaggiatore frettoloso Viste dal treno Alta Velocità persino le macchine dell’autostrada sembrano lente; gli alberi poi schizzano via che quasi non t’accorgi, come quella finestra sola che ora s’apre nel casolare. Perduti tra i portatili accesi, gli occhi di ciascuno intenti al proprio monitor, mentre scorrono le immagini di fuori, inascoltate.… Read more
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PoEstate Silva #38: Giovanna Iorio, Quattro racconti senza amore, II
Quattro racconti senza amore 2. Nessie Fino a quel momento era andato tutto benissimo: Marco aveva parcheggiato a poche centinaia di metri dalla spiaggia più bella dove da tempo voleva portare Giulia e il figlio Matteo. Erano arrivati a un passo dalle dune e dalla laguna. Quella domenica non faceva troppo caldo, c’era solo un… Read more
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PoEstate Silva #37: Antonio Merola, da “F. Scott Fitzgerald e l’Italia”
L’approccio di Fernanda Pivano: le introduzioni come strumento critico 1. Una nuova scuola americanista Il successo di F. Scott Fitzgerald in Italia comincia grazie alla traduzione di Tenera è la notte (Einaudi, 1949) a cura di Fernanda Pivano voluta fortemente da Cesare Pavese che così scriveva in una lettera all’amico Davide Lajolo: «Non ho voluto tradurre io… Read more
