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Poesie di Alexander Shurbanov tradotte da Francesco Tomada
Continua a leggere: Poesie di Alexander Shurbanov tradotte da Francesco TomadaLA LATTAIA DI VERMEER Le braccia – forti, pulite – sono scoperte sino ai gomiti. Una mano sostiene da sotto il bricco in terracotta, l’altra lo tiene saldamente da sopra, piegandolo appena sopra una ciotola posta sul tavolo fra una pagnotta sferica in un canestro e un’anfora rigonfia. Un sottile rivolo di latte si…
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I poeti della domenica #338: Claire Beyer, Una poesia
Continua a leggere: I poeti della domenica #338: Claire Beyer, Una poesiaUna poesia Una poesia vive di verità, non di nubi fitte o raggi di sole una poesia è l’impronta del piede nella sabbia, è più che respiro e dignità Una poesia sta appesa in cortili interni e in segrete di castelli e sempre è una ferita del tempo Claire Beyer (traduzione di Anna Maria…
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I poeti della domenica #334: Eduard Mörike/Cristina Campo, da “Peregrina”
Continua a leggere: I poeti della domenica #334: Eduard Mörike/Cristina Campo, da “Peregrina”da Peregrina È l’amore legato alla colonna; alfine se ne va, scalzo mendico; nobile il capo senza più riposo, bagna di pianto i piedi lacerati. Ahi, così ti ritrovo, Peregrina! Bella e demente, e un fuoco le sue gote; scherzava, cinta di selvagge rose, nell’aspro turbinio primaverile. Tale bellezza come abbandonavo? Torna più viva…
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I poeti della domenica #333: René Char/Giorgio Caproni, Les nuits justes/Le notti giuste
Continua a leggere: I poeti della domenica #333: René Char/Giorgio Caproni, Les nuits justes/Le notti giusteLes nuits justes Avec un vent plus fort, Une lampe moins obscure, Nous devons trouver la halte Où la nuit dira: «Passez»; Et nous en serons certains Quand le verre s’éteindra. O terre devenue tendre! O branche où mûrit joie! Le gueule du ciel est blanche. Ce qui miroite, là, c’est toi, Ma chute, mon…
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John Keats, da “Ode a un usignolo”
Continua a leggere: John Keats, da “Ode a un usignolo”Ode a un usignolo Soffre il mio cuore, e sonnolento un torpore mi tormenta ——-I sensi, come se avessi bevuto la cicuta, O dato fondo a qualche ottuso oppiaceo ——-Solo un minuto fa, e fossi sprofondato giù nel Lete: Non per invidia di felice sorte, ——-Ma perché troppo felice nella tua felicità, – ————Ché tu,…
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I poeti della domenica #330: Antonio Conçalves Dias, Canzone dell’esilio
Continua a leggere: I poeti della domenica #330: Antonio Conçalves Dias, Canzone dell’esilioCanzone dell’esilio La mia terra ha la palmiera, Dove canta il sabià; Qua anche trillano gli uccelli, Ma il gorgheggio è un altro là. Ha più stelle il nostro cielo, I verzieri hanno più fiori C’è più vita ai nostri boschi, Vita là più trova amori. Se di notte penso, solo, Il piacere cerco là;…
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David Cappella: Sonetti da “Giacomo, a Solitaire’s Opera”
Continua a leggere: David Cappella: Sonetti da “Giacomo, a Solitaire’s Opera”DAVID CAPPELLA Sonetti 35, 36, 37, 38, 39 da Giacomo: a Solitaire’s Opera Traduzione di Angela D’Ambra Note to the Reader Giacomo: A Solitaire’s Opera is a “natural opera.” That is, it is the emotional arc of a poet’s life rendered in poetry. The sequence is divided into three acts much like…
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I poeti della domenica #320: Hugo von Hofmannsthal, La nostalgia del vecchio per l’estate
Continua a leggere: I poeti della domenica #320: Hugo von Hofmannsthal, La nostalgia del vecchio per l’estateLa nostalgia del vecchio per l’estate Se finalmente luglio fosse invece di marzo, Nulla mi tratterrebbe, prenderei l’aire E a cavallo, in carrozza o con la ferrovia Sboccherei nella bella contrada di collina. E lì li avrei vicini, gruppi di grandi alberi; Platani, olmi, aceri e querce: Da quanto, quelli, non li ho più veduti!…
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proSabato: Simone Weil, L’Iliade poema della forza
Continua a leggere: proSabato: Simone Weil, L’Iliade poema della forzaQuando si è dovuta distruggere ogni aspirazione di vita in se stessi, per rispettare in altri la vita è necessario uno sforzo di generosità da spezzare il cuore. Fra i guerrieri di Omero non è lecito supporne alcuno capace di un tale sforzo, se non forse colui che in certo modo si trova al centro…
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I poeti della domenica #316: Paul Celan, TU GIACI
Continua a leggere: I poeti della domenica #316: Paul Celan, TU GIACITU GIACI nel gran tendere l’orecchio, circondato da arbusti, da fiocchi. Va’ alla Sprea, vai all’Havel, va’ ai ganci da macellaio, ai candelabri rossi per mele da infilare dalla Svezia – Giunge la tavola con i doni, svolta a un Eden – L’uomo divenne un colabrodo, la donna dovette nuotare, quella troia, per sé, per…