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proSabato: Arno Schmidt, da “I profughi”
Continua a leggere: proSabato: Arno Schmidt, da “I profughi”Pubblichiamo l’incipit di I profughi di Arno Schmidt oggi, 18 gennaio 2020, a 106 anni dalla nascita dell’autore. (la redazione) La luna precoce strisciava, rachiticamente curva, oltre il terrapieno della ferrovia; ancora una volta sazia di carne. Cespugli agghindati con un resto di pioggia fresca; e poter ricominciare a fumare. Una grassa nuvola puttana stiracchiò grigie…
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proSabato: Carlo Bernari, da “L’ombra del suicidio. (Lo strano Conserti)”
Continua a leggere: proSabato: Carlo Bernari, da “L’ombra del suicidio. (Lo strano Conserti)”La maniglia gemé con suono molesto, i cardini emisero uno stridio e la porta si aprì lentamente come mai era avvenuto, sino a battere contro il muro; e comparve il Consigliere Delegato; era lui, non potevano esserci dubbi. Con moto simultaneo tutti piegarono il capo in segno di saluto, benché nessuno conoscesse il visitatore; ma…
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I poeti della domenica #426: Narda Fattori, Non mettere malinconia dentro gli occhi
Continua a leggere: I poeti della domenica #426: Narda Fattori, Non mettere malinconia dentro gli occhiNon mettere malinconia dentro gli occhi Non mettere confini al pensiero ricorda i granelli d’oro caldi sotto i piedi l’Adriatico prima del carnaio era dune e tamerici su onde appena sorte era un gioco una giravolta una pista per palline di terracotta da soffiare una spiaggia da vivere un mare da osare. Non mettere…
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I poeti della domenica #425: Narda Fattori, Mai la civetta mi cantò il destino…
Continua a leggere: I poeti della domenica #425: Narda Fattori, Mai la civetta mi cantò il destino…Mai la civetta mi cantò il destino io rubo a mazzi i raggi di sole per scaldarmi sottopelle i giorni bui non ho visto il volto della nemica la sento a fianco attratta dai miei passi e non so quando mi farà lo sgambetto e saranno musica le note e le parole vuoti i…
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I poeti della domenica #424: Carlo Betocchi, Campobasso-Salerno
Continua a leggere: I poeti della domenica #424: Carlo Betocchi, Campobasso-SalernoCAMPOBASSO-SALERNO Il Sannio era ricco di querce poi cominciarono i noccioleti dell’Irpinia: e sempre tra i monti. Ingiallivan le stoppie e le saggine nei campi; le viti vendemmiate festeggiavan la morte, con quel loro cuore a pampini, sventolante. Ed io tra la morte e la viva salute del mio viaggio, nel pigro andare di stazione…
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I poeti della domenica #423: Carlo Betocchi, L’opera comune
Continua a leggere: I poeti della domenica #423: Carlo Betocchi, L’opera comuneL’OPERA COMUNE Per dedica all’amico poeta, critico, lettore Tra noi che vale, se ti mando in dono questi miei versi, o tu parli di me, che vale il ricordarci quanti sono i debiti che abbiamo l’un con l’altro, ogni dedica è scritta, e non ce n’è di migliori, né un lascito più scaltro di…
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proSabato: Lucetta Frisa-Marco Ercolani, Rita
Continua a leggere: proSabato: Lucetta Frisa-Marco Ercolani, RitaRita Rita Hayworth, Orson Welles A Peter Bogdanovich Pasadena, 5 giugno 1977 Caro Bogdanovich, lo scorso gennaio, mentre pensavo a una soluzione per Cuore di tenebra (non ho mai smesso di sognare di dirigerlo), sono passato per Pasadena. C’era un sole gelido e io ricordavo Il fiume di Renoir. Con quelle tinte dorate nella…
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proSabato: Tommaso Landolfi, La spada
Continua a leggere: proSabato: Tommaso Landolfi, La spadaLa spada Una notte Renato di Pescogianturco-Longino, rovistando fra il retaggio degli avi… Occorre però dire brevemente in che consistesse questo retaggio. I Pescogianturco-Longino, a prescindere dagli avi crociati, erano stati tutti gente più o meno solida (come suol dirsi), si erano occupati dell’amministrazione dei propri beni, e della prosperità della famiglia in generale; fino…
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I poeti della domenica #420: Álvaro Mutis, da “Quattro notturni dell’Escorial”
Continua a leggere: I poeti della domenica #420: Álvaro Mutis, da “Quattro notturni dell’Escorial”Da Quattro notturni dell’Escorial I Nella penombra di un perduto salone il mercurio offuscato di uno specchio conserva, irrecuperabili, gesti di moderata cortesia: dita che accarezzano con ansietà distratta i gioielli di un’impugnatura, un fazzoletto consegnato con febbrile simulazione, la mano che lo occulta con fervore incredulo, ombre che passano, scrivani, ambasciatori, uomini d’arme, donzelle…
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I poeti della domenica #419: Hans Magnus Enzensberger, da “La fine del titanic”
Continua a leggere: I poeti della domenica #419: Hans Magnus Enzensberger, da “La fine del titanic”Canto primo Qualcuno ascolta. Aspetta. Trattiene il fiato, proprio qui, accanto. E dice: quello lì che parla sono io. Mai più, dice, sarà tutto così quieto, così asciutto e caldo com’è. […] Nessuno bussa. Nessuno invoca. Tace la radio. O è già finito, mi dico, oppure non è ancora incominciato. Adesso, però! Ecco: Uno…