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Trent’anni di Poesia (di Sara Vergari)
Continua a leggere: Trent’anni di Poesia (di Sara Vergari)È tempo che si sappia! Trent’anni di Poesia (…) È tempo che si sappia! È tempo che il sasso acconsenta a fiorire, che l’ansia abbia un cuore che batte. È tempo che sia tempo. È tempo. (Paul Celan, n.102, gennaio 1997; trad. di Gianni Bertocchini) Solo con parole poetiche, con le più celebrative e…
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Cristina Polli, Tutto e ogni singola cosa
Continua a leggere: Cristina Polli, Tutto e ogni singola cosaCristina Polli, Tutto e ogni singola cosa. Prefazione di Anna Maria Curci. Postfazione di Marco Onofrio, EdiLet, Edilazio Letteraria 2017 Un canto dalle sponde. La poesia di Cristina Polli Il mito di Ulisse, che continua a essere fonte pressoché inesauribile di ispirazione e variazioni sul tema, non ci tramanda la figura di una figlia, una…
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Un Montale per tutte le Occasioni (di Emiliano Ventura)
Continua a leggere: Un Montale per tutte le Occasioni (di Emiliano Ventura)Un Montale per tutte le Occasioni di Emiliano Ventura Abstract Essere montalisti è un diritto o un delitto? è la domanda, ma anche il tema, che soggiace a tutto lo scritto. La pubblicazione di tre saggi critici su Eugenio Montale e la sua poesia sono l’occasione per approfondire alcuni aspetti del poeta stesso. Per…
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I poeti della domenica #226: Nikos Kavvadias, Marabù
Continua a leggere: I poeti della domenica #226: Nikos Kavvadias, MarabùMarabù Raccontano di me i marinai che sono uomo ruvido e perverso che le donne disprezzo in modo truce e che non me le porto mai a letto. Che fumo marjuana e tiro coca che mi possiede orribile passione che una rete di tratti repulsivi mi copre ogni centimetro di pelle. Quei marinai raccontano menzogne…
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I poeti della domenica #225: Rose Ausländer, Il mio respiro
Continua a leggere: I poeti della domenica #225: Rose Ausländer, Il mio respiroIl mio respiro Nei miei sogni profondi la terra piange sangue Stelle sorridono fin dentro i miei occhi Se giungono umani con quesiti policromi andate da Socrate rispondo Il passato mi ha composto in versi io ho ereditato il futuro Il mio respiro si chiama adesso Rose Ausländer (traduzione di Anna Maria Curci)
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I poeti della domenica #223: Cees Nooteboom, Figuur
Continua a leggere: I poeti della domenica #223: Cees Nooteboom, FiguurFiguur De bloem van de hibiscus duurt een dag, ster van korstondig vuur in tegenspraak van tuin en hemel, de man daarin een lichaam dat zich weert, als elke bloem. Wat hij niet weet: hoe waar dit alles is. Is deze figuur wel echt die in de laatste schijn van sterren buiten zit, de…
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Sergio Rotino, Cantu maru
Continua a leggere: Sergio Rotino, Cantu maruSergio Rotino, Cantu maru, edizioni Kurumuny, collana Rosada, 2017; € 10,00 mai cu te basta cu te a tie mai cu basta a sempre picca ete quiddru ca sempre alli sempre a cine alli muerti se tae mai che ti/ basti che/ ti a/ te mai/ che basti a// è sempre poco// quello che/ sempre…
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I poeti della domenica #222: Vanni Bianconi, Volpetti dal 1890
Continua a leggere: I poeti della domenica #222: Vanni Bianconi, Volpetti dal 1890Vanni Bianconi, Volpetti dal 1890, da Sono due le parole che rimano in ore, Casagrande, 2017 * Volpetti dal 1890 Ettore o Omero o Ovidio, Oreste? il vecchio della rosticceria Volpetti non il padrone piuttosto l’illicenziabile e decrepito, «ho fatto laboratorio» mi dice dopo una spiegazione articolata e interregionale della coppa – che parte dal…
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I poeti della domenica #221: Guido Mazzoni, Uscire
Continua a leggere: I poeti della domenica #221: Guido Mazzoni, UscireUscire Esce di casa per una ragione, la dimentica, sale su un autobus, incontra le persone, le scherma col linguaggio, dice “studente fuorisede”, “tatuata”, “filippino” per non vedere il fuorisede, la donna tatuata, il filippino, poi viene travolto dalle frasi assurde, le mani colorate come animali onirici, come uccelli tropicali, l’anarchia degli altri. Da qualche…
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I poeti della domenica #220: Mariasole Ariot, Ottavo giorno
Continua a leggere: I poeti della domenica #220: Mariasole Ariot, Ottavo giornoOttavo giorno Nella chiara del giorno, la luce debole non ha nulla di invernale. Siamo bianchi come non lo siamo mai stati, l’occhio che ferisce si compiace di vedere. Affettami in questa gola perfetta, c’è un’eco che non diffonde. Perde fattezze mentre ci concediamo il verticale, ma l’orizzonte si pianifica, per orizzonte s’inganna. Non dire…