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I poeti della domenica #333: René Char/Giorgio Caproni, Les nuits justes/Le notti giuste
Continua a leggere: I poeti della domenica #333: René Char/Giorgio Caproni, Les nuits justes/Le notti giusteLes nuits justes Avec un vent plus fort, Une lampe moins obscure, Nous devons trouver la halte Où la nuit dira: «Passez»; Et nous en serons certains Quand le verre s’éteindra. O terre devenue tendre! O branche où mûrit joie! Le gueule du ciel est blanche. Ce qui miroite, là, c’est toi, Ma chute, mon…
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Anna Bertini, Fuori il silenzio ad ombra (rec. di Patrizia Sardisco)
Continua a leggere: Anna Bertini, Fuori il silenzio ad ombra (rec. di Patrizia Sardisco)Anna Bertini, Fuori il silenzio ad ombra, Caosfera 2018 Un cosmopolitismo che si riflette in poesia non soltanto perché vi trascorre l’esperienza concreta dell’autrice ma perché contribuisce a generare e a forgiarne lo sguardo e le distanze dalle quali la realtà è traguardata, il suo modo originale di abitare il mondo. E poi un sottofondo…
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I poeti della domenica #319: Giorgio Caproni, Senza esclamativi
Continua a leggere: I poeti della domenica #319: Giorgio Caproni, Senza esclamativiSENZA ESCLAMATIVI Ach, wo ist Juliund das Sommerland Com’è alto il dolore.L’amore, com’è bestia.Vuoto delle paroleche scavano nel vuoto vuotimonumenti di vuoto. Vuotodel grano che già raggiunse(nel sole) l’altezza del cuore. da Il muro della terra, ora in Giorgio Caproni, L’opera in versi. Edizione critica a cura di Luca Zuliani. Introduzione di Pier…
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I poeti della domenica #285: Giorgio Caproni, Alba
Continua a leggere: I poeti della domenica #285: Giorgio Caproni, AlbaUna cosa scipita, col suo sapore di prati bagnati, questa mattina nella mia bocca ancora assopita. Negli occhi nascono come nell’acque degli acquitrini le case, il ponte, gli ulivi: senza calore. È assente il sale del mondo: il sole. . In Come un’allegoria (1932-1935), Genova, Degli Orfini, 1936.
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Luca Pizzolitto, Dove non sono mai stato
Continua a leggere: Luca Pizzolitto, Dove non sono mai statoLuca Pizzolitto, Dove non sono mai stato, Campanotto Editore 2018 Una fune che muta d’aspetto e di natura – elastica e tesa fino all’insopportabile, sottilissima e irta di nodi complessi – si aggira tra i poli dell’alba e dell’imbrunire, delle partenze e dei ritorni, dei distacchi laceranti e degli approdi lucenti di gratuità: questa…
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«Tutte le poesie 1971-2017» di Biancamaria Frabotta (rec. di G. Ghiotti)
Continua a leggere: «Tutte le poesie 1971-2017» di Biancamaria Frabotta (rec. di G. Ghiotti)«Tutte le poesie 1971-2017» di Biancamaria Frabotta di Giorgio Ghiotti Le raccolte complete di poesie di un autore hanno, di male, il rischio di far perdere una certa scansione temporale, una distanza “naturale” all’interno del percorso poetico tra una fase (una raccolta) e l’altra; hanno di bene, invece, molto di più, riuscendo a restituire in…
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Carlo Betocchi, Per Pasqua
Continua a leggere: Carlo Betocchi, Per PasquaPer Pasqua: auguri a un poeta a Giorgio Caproni Giorgio, quante croci sui monti, quante, fatte d’un po’ di tutto, di filagne che inclinate si spaccano, di scarti, ma croci che respirano nell’aria, in vetta alle colline, dove i poveri hanno anch’essi un colore d’azzurro, la simile cred’io l’ebbe Gesù, non già di prima…
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Il valore del fischio in letteratura (di C. Trombetta)
Continua a leggere: Il valore del fischio in letteratura (di C. Trombetta)Il valore del fischio in letteratura: una riflessione sul “fare letterario” Che genere di azioni si aspetta un lettore dai personaggi di un romanzo? Facile: che pensino, parlino, si muovano, amino, gioiscano, lavorino, piangano, odino, partano e soffrano. Nessuno direbbe facilmente di aspettarsi un bel fischio sonoro, forte ed eloquente. Quante opere letterarie i…
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Capire di cosa viviamo: Suite Etnapolis
Continua a leggere: Capire di cosa viviamo: Suite Etnapolis.. Il poema Suite Etnapolis di Antonio Lanza si autopresenta nelle sue ultimissime battute come “un esteso epos di racconti”, dove le storie dei personaggi si combinano fra loro nell’arco dei sette giorni della settimana, intervallate dalla voce di un io lirico sopraelevato, lo stesso che prende la parola per chiudere l’opera. Se Vincenzo Frungillo…
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I poeti della domenica #141: Giorgio Caproni, Marzo
Continua a leggere: I poeti della domenica #141: Giorgio Caproni, MarzoMarzo . Dopo la pioggia la terra è un frutto appena sbucciato. . Il fiato del fieno bagnato è più acre – ma ride il sole bianco sui prati di marzo a una fanciulla che apre la finestra. da Come un’allegoria (1932-1935), ora in Giorgio Caproni, L’opera in versi, Mondadori, “I Meridiani”, 1998