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  • Flashback 135 – Catalimita

    15 Arrivato nella parte alta di Catalimita, guardando i ruderi e le case abbandonate sulla destra, ti accorgi che non esistono altre tracce di vita. Continuo per qualche minuto a piedi, in discesa e con un forte vento sulla faccia, fino ad arrivare a una strada smottata. Lì alcune reti e due cartelli avvisano dell’imminente…

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  • Flashback 135 – Respiro

    14 Attendere il verde e attraversare il ponte, guardando il livello del mare e cercando di distinguere gli odori; depuratore oppure fiori, in base a come il vento incide l’aria. Sentire dei suoni lontani diventare voce, nella fretta di chi mette un piede dentro l’acqua e subito ritorna fuori, sputato dai pesci e dalle onde.…

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  • Carmen Gallo – Quella gente non è vostra

    Qualche settimana fa ero in seduta di laurea a Napoli. A Napoli viene a studiare un sacco di gente dalla provincia, ma anche dalla Basilicata, dalla Calabria, dalla Puglia. Ho visto le facce dei genitori dei ragazzi che si laureavano. Gente che aveva scritto nel colore scuro della pelle, nell’insofferenza al colletto della camicia, nell’abito…

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  • Flashback 135 – Erice

    13 Per arrivare a Erice c’è una strada in salita, piena di curve. In questi mesi di troppo vento, il parcheggio è quasi del tutto vuoto. Il tempio della Dea Afrodite, da secoli abbandonato, si affaccia su di un dirupo. Entro con l’ansia che qualcosa possa cadere sotto i miei piedi o sopra la testa.…

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  • Flashback 135 – L’uomonero

    12 Il vento soffia forte, annuncia che il tempo sta per cambiare. In casa le cose sembrano animarsi, rumoreggiano la propria esistenza. Le persiane, anche se chiuse, sembrano sbattere. Le porte, lasciate aperte, si discostano dal telaio avanti e poi di nuovo indietro. Tra poco, come da copione, salterà la connessione e poi andrà via…

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  • Flashback 135 – Cicles

    11 Giulia, fin da piccola, ha preso l’abitudine di non camminare sulle grate; ci gira sempre intorno. Ha paura che si possano aprire sotto i piedi, facendola sprofondare negli inferi di questa città. Cammina contando i passi e masticando un chewingum. Lei, a dire il vero, li chiama cicles (come a Torino) e a volte…

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  • William Empson. O dell’ambigua fascinazione della poesia

    «Le texte non plus n’est pas isotrope: les bords, la faille, sont imprévisibles» Nemmeno il testo è isotropo: i bordi, la crepa, sono imprevedibili Roland Barthes L’allusione assume una funzione di impersonalità in poesia. Essere allusivi e quindi impersonali significa imprimere un segno di universalità al testo poetico. Ne scrisse Guido Piovene in un articolo…

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  • Flashback 135 – Aguglie

    10 I pesci si abituano a tutto. Alle lattine, ai copertoni, alle bottiglie di plastica o di vetro e anche all’uomo. Ogni tanto, di notte, il mare espelle ciò che non gli appartiene; lascia tutto sulla spiaggia. Certe mattine, all’alba, vedi uomini fare avanti e indietro, alcuni con il metal detector e altri con una…

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  • Flashback 135 – Bandiere

    9 Sedersi nel primo posto libero, guardare fuori e poi chiudere gli occhi. Farsi svegliare dal controllore e sorridere. Dopo centosessanta minuti trovarsi a un terzo del viaggio e sempre fermi nello stesso posto; in centosessanta caratteri trovarti già accanto e ancora distante. Il tempo, fuori, cambia. Come i colori, come le case; continuano ad…

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  • Flashback 135 – Emanuele

    8 A tirare fuori la chitarra dalla custodia, ci mette poco. La cosa più fastidiosa, tutte le volte, è accordarla, trovare il suono giusto delle sei corde. Emanuele lo sa, ma si diverte lo stesso. Non sa leggere la musica, forse non ha mai sentito nemmeno una canzone dei Cod, ma il suono (quello giusto)…

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