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I poeti della domenica #174: Ingeborg Bachmann, Hôtel de la Paix e Esilio
Continua a leggere: I poeti della domenica #174: Ingeborg Bachmann, Hôtel de la Paix e EsilioHôtel de la Paix Dalle pareti crolla senza far rumore il peso di rose, e dalla trama del tappeto spuntano fondo e fine. Si spezza al lume il cuore di luce. Buio. Passi. Davanti alla morte si è chiuso a scatto il catenaccio. Ingeborg Bachmann (traduzione di Anna Maria Curci)
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I poeti della domenica #173: Ingeborg Bachmann, Girotondo e Nella bufera delle rose
Continua a leggere: I poeti della domenica #173: Ingeborg Bachmann, Girotondo e Nella bufera delle roseGirotondo Girotondo — cessa talvolta l‘amore nell’estinguersi degli occhi, e noi vediamo dentro gli occhi suoi propri spenti. Fumo freddo dal cratere ci alita sulle ciglia; solo una volta il vuoto orrendo trattenne il respiro. Gli occhi morti abbiamo visto e mai dimentichiamo. Più a lungo di ogni cosa dura l’amore e mai ci…
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Ostri ritmi #11: David Bandelj
Continua a leggere: Ostri ritmi #11: David Bandelj. Pred mejo Zobam . enovito . formulo . dobrobiti .skozi . večerne luči . jo je . videti čutiti . v . mrzlem . zraku tisoči . so umrli s telesom . in brez . njega…
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I poeti della domenica #171: Peter Härtling, Tentativo di parlare con mio figlio
Continua a leggere: I poeti della domenica #171: Peter Härtling, Tentativo di parlare con mio figlioTentativo di parlare con mio figlio Volevo raccontarti, figlio mio, nella rabbia per la tua apparente indifferenza, per l‘estraneità tra di noi, di cui ti riempi la bocca, volevo raccontarti, ad esempio, della mia guerra, della mia fame, della mia povertà, di come sono stato strapazzato, di come non sapessi più che fare, volevo…
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Mohsin Hamid, Exit West
Continua a leggere: Mohsin Hamid, Exit WestMohsin Hamid, Exit West, trad. di N. Gobetti, Einaudi 2017; € 17,50, ebook € 9,99 Non si può scrivere di Exit West, il recente romanzo di Moshin Hamid, senza fare un ragionamento sulla bellezza delle parole e del suono che fanno, ancor prima del significato, ancor prima che queste siano ricondotte alla trama. Per parlare di questo…
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John L. Stanizzi, Poesie
Continua a leggere: John L. Stanizzi, PoesieJohn Stanizzi, Poesie* Traduzione di Angela D’Ambra BRIEF RETURN They arrive where they intended and it is good, the greens and yellows and shadowy blacks, the brown bones of branch and stem and trunk. And when they arrive, famished, they consume the landscape and sip water from the pond. And when it is time to…
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Ostri ritmi #9: Maja Vidmar
Continua a leggere: Ostri ritmi #9: Maja VidmarPrigodnica Popoldan je postalo jasno, da ji bo odrezal nogi. V smehu in vznemirjeno, z nožem – samo zanjo – topim. Skozi krilo, nogavice najprej – desno. Ne več v smehu, a vznemirjeno – levo. Ona hroma, on četveronožec mrtvih nog. Pa kaj, saj se še zdaj smehljava. … Poesia d’occasione Di pomeriggio fu chiaro…
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I poeti della domenica #152: Johannes Bobrowski, Sempre da definire
Continua a leggere: I poeti della domenica #152: Johannes Bobrowski, Sempre da definireSempre da definire Sempre da definire: l’albero, l’uccello in volo, la roccia rossastra, dove il torrente scorre, verde, e il pesce nel bianco fumo, quando scende la sera sulla foresta. Segni, colori, è un gioco, sono dubbioso che non finisca in modo giusto. E chi mi insegna ciò che dimenticai: della pietra il sonno, il…
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I poeti della domenica #151: Johannes Bobrowski, Il viandante
Continua a leggere: I poeti della domenica #151: Johannes Bobrowski, Il viandanteIl viandante Di sera, risuona il torrente, il greve respiro dei boschi, cielo, solcato in volo da uccelli urlanti, lidi delle tenebre, antichi, su questi i fuochi delle stelle. Da umano ho vissuto, di contare ho scordato le porte, quelle aperte. A quelle sbarrate ho bussato. Ogni porta è aperta. Chi chiama sta a braccia…
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Giovanna Iorio, La neve è altrove
Continua a leggere: Giovanna Iorio, La neve è altroveGiovanna Iorio, La neve è altrove, Fara Editore 2017 A tre cose ho pensato la prima volta che ho avuto tra le mani La neve è altrove di Giovanna Iorio. A tre cose. La prima era che quasi bastava averlo lì, posato sulle dita, oggetto già bello nel suo scuro color carta da zucchero…