I poeti della domenica #174: Ingeborg Bachmann, Hôtel de la Paix e Esilio

Hôtel de la Paix

Dalle pareti crolla senza far rumore il peso di rose,
e dalla trama del tappeto spuntano fondo e fine.
Si spezza al lume il cuore di luce.
Buio. Passi.
Davanti alla morte si è chiuso a scatto il catenaccio.

Ingeborg Bachmann
(traduzione di Anna Maria Curci)


Hôtel de la Paix

Die Rosenlast stürzt lautlos von den Wänden,
und durch den Teppich scheinen Grund und Boden.
Das Lichtherz bricht der Lampe
Dunkel. Schritte.
Der Riegel hat sich vor den Tod geschoben.

Ingeborg Bachmann

da: Ingeborg Bachmann, Sämtliche Gedichte, Piper Verlag (sezione: Gedichte 1957-1961)

La prima apparizione di questa poesia risale al 1° febbraio 1957 (archivio delle registrazioni della NDR di Amburgo). La prima pubblicazione avvenne sulla rivista “Botteghe oscure”, Quaderno XIX, primavera 1957, p. 445.

 

*

 

Esilio

Un morto sono che cammina
non segnalato più da nessuna parte
ignoto nell’impero del prefetto
in soprannumero nelle città dorate
e nella terra verdeggiante

liquidato già da lungo tempo
e provvisto di nulla

Solo di vento di tempo di suono

io che non so vivere tra umani

Io con la lingua tedesca
questa nuvola intorno a me
che tengo come casa
trascino attraverso tutte le lingue

Oh come si oscura lei
quei toni cupi i suoni di pioggia
solo pochi cadono

In zone più chiare poi lei porta su il morto

Ingeborg Bachmann
(traduzione di Anna Maria Curci)

 

Exil

Ein Toter bin ich der wandelt
gemeldet nirgends mehr
unbekannt im Reich des Präfekten
überzählig in den goldenen Städten
und im grünenden Land

abgetan lange schon
und mit nichts bedacht

Nur mit Wind mit Zeit und mit Klang

der ich unter Menschen nicht leben kann

Ich mit der deutschen Sprache
dieser Wolke um mich
die ich halte als Haus
treibe durch alle Sprachen

O wie sie sich verfinstert
die dunklen die Regentöne
nur die wenigen fallen

In hellere Zonen trägt dann sie den Toten hinauf

 

da: Ingeborg Bachmann, Sämtliche Gedichte, Piper Verlag (sezione: 5 Gedichte 1957-1961)

Prima pubblicazione: “Botteghe oscure”, Quaderno XIX, primavera 1957, p. 447.

Ingeborg Bachmann legge Exil

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