Categoria: Rubriche

  • Flashback 135 – L’uomonero

    12 Il vento soffia forte, annuncia che il tempo sta per cambiare. In casa le cose sembrano animarsi, rumoreggiano la propria esistenza. Le persiane, anche se chiuse, sembrano sbattere. Le porte, lasciate aperte, si discostano dal telaio avanti e poi di nuovo indietro. Tra poco, come da copione, salterà la connessione e poi andrà via…

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  • Gli anni meravigliosi #18: Oskar Pastior

    La rubrica prende il nome da un testo del 1976 di Reiner Kunze, Die wunderbaren Jahre, Gli anni meravigliosi. Si trattava di prose agili e pungenti, istantanee veritiere – e per questo tanto più temute – su diversi aspetti della vita quotidiana dei giovani nella DDR degli anni Settanta. Come ricorda Paola Quadrelli nel bel volume «Il partito…

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  • Cartoline persiane#6

    . Caro Rhédi, sono arrivato al porto di Palermo in una calda serata di Luglio. Entrando nella città per vie secondarie, percepivo tutt’intorno un’atmosfera irreale, un desolante silenzio, manco fosse passata la peste. Risalendo il corso principale, cominciai a sentire un fragore di gente, e vidi una moltitudine in lontananza, tanti che io non pensavo…

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  • Anna Toscano – my camera journal 4

    Quando mi hanno detto che mi avrebbero portata qui ne ero felice. L’eternità in un luogo così bello, calmo, silenzioso. La Basílica Nuestra Señora Del Pilar lì in fondo la vedevo bene: lì mi sono sposata, lì ho battezzato il figlio che ora tengo tra braccia, lì i miei e i suoi funerali. Allora c’era…

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  • Flashback 135 – Cicles

    11 Giulia, fin da piccola, ha preso l’abitudine di non camminare sulle grate; ci gira sempre intorno. Ha paura che si possano aprire sotto i piedi, facendola sprofondare negli inferi di questa città. Cammina contando i passi e masticando un chewingum. Lei, a dire il vero, li chiama cicles (come a Torino) e a volte…

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  • Cartoline persiane#5

    Edward Hopper, Nighthawks (1942) . Caro Rhédi, se c’è una cosa che ho imparato durante i miei innumerevoli viaggi, è che gli studenti di filosofia si combattono lasciandoli parlare. Quello che ho incontrato stavolta sul treno mi raccontava di uno strano concetto che da qualche anno sembra andare molto di moda in Occidente: il “non…

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  • Anna Toscano – my camera journal 3

    “…emozione e adattamento, riconoscimento e scoperta, conferma e sorpresa” (José Saramago, Viaggio in Portogallo) questo è il viaggio, una volta affidati i fiori (e il cane) a chi vi sa badare. (at) Buenos Aires l’ho incontrata per la prima volta nelle parole di poeti e narratori, a occhi aperti su pagine stampate, ne ho visto gli…

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  • Flashback 135 – Aguglie

    10 I pesci si abituano a tutto. Alle lattine, ai copertoni, alle bottiglie di plastica o di vetro e anche all’uomo. Ogni tanto, di notte, il mare espelle ciò che non gli appartiene; lascia tutto sulla spiaggia. Certe mattine, all’alba, vedi uomini fare avanti e indietro, alcuni con il metal detector e altri con una…

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  • in-side stories #4 – L’Ospedale delle bambole

    In-side stories #4 – L’Ospedale delle bambole Geraldine e Assuntina arrivarono a un giorno di distanza l’una dall’altra, Don Alfonso se lo ricordava bene. Geraldine arrivò da Roma un martedì pomeriggio, fu portata da un uomo sui cinquant’anni: Giuseppe Pancaldi, si chiamava. Disse di stare vicino a Villa Borghese e che Geraldine era un ricordo…

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  • Anna Toscano – my camera journal 1

    “…emozione e adattamento, riconoscimento e scoperta, conferma e sorpresa” (José Saramago, Viaggio in Portogallo) questo è il viaggio, una volta affidati i fiori (e il cane) a chi vi sa badare (at) È inutile, quando si vola si torna un po’ bambini: paure speranze timori immagini prendono per un poco il sopravvento. Quando un aereo prende…

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