Anna Toscano – my camera journal 6

2013-07-25-12-48-57

Ho sempre amato il mare e la lettura.  Quando la giornata è finita e chiudono le porte mi sgranchisco le gambe, scambio due parole con gli altri, mi avvio verso una delle undici spiagge e cammino per ore. Amo il vento che mi scombina i vestiti, amo la sabbia umida fino alle caviglie, amo guardare gli innamorati baciarsi all’ombra di tutto, amo i solitari che cercano di spazzare i pensieri. Camminando sulla spiaggia è nato il mio amore per la lettura: un uomo barbuto andava avanti e indietro parlando da solo con un mucchio di carte sotto il braccio. Era l’autunno del ’37, Milleottocentotrentasette, un autunno caldissimo quel giugno. Gli scivolarono dei rotoli di fogli, li raccolsi, erano in tante lingue, le imparai. E iniziai a non averne mai abbastanza di leggere. La voce si sparse o forse chi vede e provvede ha provveduto e così non manca giorno che non abbia da leggere pensieri e parole che arrivano da ogni dove. Se passo per il porto vado a salutarlo con un cero e gli leggo uno dei biglietti, come quello che ieri diceva “Por la paz, que reine la cultura de la vida sobre la cultura de la muerte. Amèn”. Lui allora sorride, sornione, e mi dice “Grazie Maria”, “Grazie a te Giuseppe” gli rispondo.

***
© testo e foto di Anna Toscano

***
leggi il my camera journal 5

4 comments

  1. un gioellino questa cartolina/preghiera, incorniciata tra saudade e fantasmi della memoria alla pedro pàramo.
    renzo

    Mi piace

  2. Che meraviglia, Anna, questa pagina di journal. La rileggo per la terza volta, perché mi riporta il mare, un passo lento e certe memorie. Forse anche certe ragioni per le quali mi sprofondo ogni volta che sono alle prese con una passione, compresa quella per la lettura.

    Mi piace

  3. grazie Renzo, avevo voglia di fare una commistione tra sacro e profano, poi a ognuno il proprio sacro e il proprio profano…e incontrare ovunque una statua a Garibaldi, a Montevideo senza cavallo!!, mi ha fatto pensare molto più spesso a lui. e a, finalmente, a una Maria meno ingessata nel suo ruolo :-)

    Grazie Silvia, sprofondare è una cosa di cui scrivere… :-)

    Mi piace

I commenti sono chiusi.