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Le cronache della Leda #26: Il tè, Saverio e Raboni
Continua a leggere: Le cronache della Leda #26: Il tè, Saverio e RaboniLe cronache della Leda #26: Il tè, Saverio e Raboni Starsene un pomeriggio, e poi una serata intera con le poesie di Raboni, smettere di leggere soltanto quando gli occhi non ce la fanno più e cominciano a bruciare. Ritornare indietro, aprire, uno per uno, i cassetti della memoria e lasciare che le…
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Le cronache della Leda #25 – La Wanda, i tortelli e “Ogni terzo pensiero”
Continua a leggere: Le cronache della Leda #25 – La Wanda, i tortelli e “Ogni terzo pensiero”L’Italia è rimasta insopportabile così come l’avevo lasciata, la Wanda no, la Wanda è ancora più adorabile. Stamattina mi ha telefonato per invitarmi a pranzo: «Devo raccontarti delle cose», ha detto con fare cospiratorio. Sono arrivata a casa sua all’una, ha preparato i tortelli, che meraviglia. C’è tutto un discorso che lega la Wanda al…
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Le cronache della Leda #24 – Le cose al proprio posto
Continua a leggere: Le cronache della Leda #24 – Le cose al proprio postoIl pomeriggio, quando tornava dalle sue lezioni, Stefano mi portava a passeggiare lungo il Connecticut, che scorre a qualche chilometro di distanza da casa sua. Quello era il modo che aveva scelto per il nostro ipotetico riavvicinamento. Come se madre e figlio potessero mai veramente allontanarsi. Abbiamo passeggiato in riva al fiume tre, quattro pomeriggi alla settimana…
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Le cronache della Leda #23: Ritorno a casa
Continua a leggere: Le cronache della Leda #23: Ritorno a casaLe cronache della Leda #23: Ritorno a casa Ricordo solo di essermi svegliata seduta su una vecchia poltrona di velluto marrone. Una giovane donna tentava di porgermi un bicchiere d’acqua, mi diceva di avermi trovata priva di sensi davanti all’ingresso dell’associazione. A quel punto mi è tornato tutto in mente: stavo passeggiando per…
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Filippo Tuena – Quanto lunghi i tuoi secoli (Archeologia personale) – (due parole su)
Continua a leggere: Filippo Tuena – Quanto lunghi i tuoi secoli (Archeologia personale) – (due parole su)Filippo Tuena – Quanto lunghi i tuoi secoli (Archeologia personale) – ed. Pro Gigioni Italiano Ti dovevo questo, prima o poi. Per il molto che ti ho tolto e per quello che, pur togliendoti molto, ti ho consegnato vergine, pulito dalle scorie, dai rimorsi e dai ricatti affettivi. È con la memoria che…
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Fernando Coratelli – Ritratti da spiaggia
Continua a leggere: Fernando Coratelli – Ritratti da spiaggiaRitratti da spiaggia La vecchia anoressica La vecchia anoressica ha un marito, una rivista, una sedia da mare, due coppe perfette di silicone all’altezza del petto ossuto e scheletrico. La vecchia anoressica vista di spalle potrebbe lasciare credere di essere una quarantenne, ma quando si gira e mostra il suo mento cadente, gli…
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Scogliera
Continua a leggere: ScoglieraCorriamo nel grigio cenere della polvere e il frinire di cicale non ancora morte. Il primo scavalca il cancello, seguito dagli altri. Maglie e costumi restano impigliati tra le sbarre o si strappano, mentre la pelle è graffiata dal filo spinato. Il sangue rapprende e coagula all’aria. Mezzogiorno è alto nel cielo, infuoca l’aria e…
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Pasta e patate
Continua a leggere: Pasta e patatePasta e Patate (un giorno come un altro, forse) Pelò le patate e le tagliò a piccoli cubetti. Divise in quattro parti una decina di pomodorini. Sminuzzò il sedano, dopo averne separato le foglie. Venne il turno della cipolla, turno non esente da traumi. Prese la pentola, la più capiente che avesse. Ci…
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AA.VV. Père – Lachaise: Racconti dalle tombe di Parigi
Continua a leggere: AA.VV. Père – Lachaise: Racconti dalle tombe di Parigi“Penso che i morti ci siano, cioè penso che si continui a vivere anche con le persone che non ci sono più, che continuino a fare parte della nostra vita… Attraverso la memoria, attraverso la continuità dei pensieri e delle emozioni.[…] Non ho dubbi su questo… o, comunque, voglio non averne.” (Intervista a Giovanni Raboni,…
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Martina Caschera – Pub
Continua a leggere: Martina Caschera – PubMartina Caschera – Pub Non c’era niente. Dal mio lato della strada solo asfalto lucido di pioggia fresca, luce da lampione e qualche neon di negozio chiuso che aveva investito su certe luminarie stanche l’estate precedente. La vecchia Punto, che sapevo bianca, doveva sembrare, agli occhi dei pochi passanti, un confetto pallido sulla…